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I costumi de Il diavolo veste Prada all’asta da Christie’s

Screenshot tratto dal film e dalla collezione di costumi del film Il diavolo veste Prada

Una selezione dei costumi e degli accessori di scena protagonisti della nuova asta di Christie’s dedicata a Il diavolo veste Prada.

Il guardaroba di Miranda Priestly torna protagonista

A distanza di vent’anni dalla vendita su eBay dei costumi originali del celebre film Il diavolo veste Prada, gli abiti e gli accessori del sequel si preparano a un palcoscenico decisamente più prestigioso. La casa d’aste Christie’s ha infatti annunciato un’asta benefica online che si terrà dal 1° al 15 settembre, mettendo in vendita i capi indossati da un cast d’eccezione composto da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Simone Ashley e Lady Gaga.

Un’iniziativa benefica ideata con Meryl Streep

L’evento di vendita, intitolato significativamente “A Million Girls Would Kill for These Things”, è stato concepito con la collaborazione diretta di Meryl Streep. I proventi dell’asta saranno interamente devoluti a due organizzazioni: il Committee to Protect Journalists e il Council of Fashion Designers of America. Oltre alla vendita online, Christie’s esporrà al pubblico i lotti presso le sue gallerie del Rockefeller Center dall’8 al 13 settembre.

I precedenti storici del 2006

Non è la prima volta che l’attrice premio Oscar si fa promotrice di un’iniziativa simile. Già nel 2006, in occasione dell’uscita del primo film, la Streep propose di mettere all’asta il guardaroba di scena. All’epoca, parte degli abiti fu venduta su eBay a favore dell’associazione Dress for Success. Tra i pezzi battuti figuravano una camicia in chiffon di seta di Valentino, un abito gessato firmato Bill Blass, un cappotto Calvin Klein, un abito da cocktail Prada, le calzature di Christian Louboutin e le iconiche decolleté bordeaux e nere firmate Azzedine Alaïa che avevano superato il severo giudizio di Miranda Priestly sullo schermo.

Non tutto il materiale di scena, tuttavia, finì all’asta in quella prima occasione. Anne Hathaway si legò particolarmente a un cappotto vintage verde con dettagli in leopardo, indossato dal suo personaggio Andy Sachs durante la celebre sequenza del cambio d’immagine. L’allora fidanzato dell’attrice glielo acquistò durante un evento promozionale prima dell’uscita della pellicola, portando l’attrice a esclamare scherzosamente che il regalo l’aveva esentata dal fare ulteriori doni per il suo compleanno.

I pezzi forti del sequel

Il sequel cinematografico ha fornito alla produzione una nuova serie di abiti destinati a diventare oggetti del desiderio per i collezionisti. Tra i pezzi di punta selezionati da Christie’s spicca l’abito Niki di Gabriela Hearst, indossato da Andy durante le scene ambientate agli Hamptons, che verrà venduto con la macchia di cibo rimasta sul tessuto durante le riprese. Il capo, il cui prezzo di listino originale ammonta a 7.900 dollari, conserva così intatta la sua memoria narrativa.

Dettagli di haute couture e curiosità dal set

La selezione comprende inoltre una giacca con nappe firmata Dries Van Noten, indossata da Meryl Streep nel corso di una riunione dello staff della rivista Runway, una giacca bicolore firmata Schiaparelli, un tailleur Dior indossato da Emily Blunt e il celebre bracciale Elsa Peretti Bone Cuff sfoggiato dal personaggio di Emily, il cui valore di mercato si attesta sui 107.000 dollari. La costumista Molly Rogers ha rivelato che la produzione aveva inizialmente tentato di eliminare la giacca Dries Van Noten dal montaggio finale, prima che lei e la Streep si battessero con successo per mantenerla nel film.

L’offerta include anche un paio di prototipi di decolleté Valentino Garavani Rockstud, identiche a quelle indossate da Meryl Streep nel trailer del film. Autografate dall’attrice, le scarpe vantano una stima di partenza compresa tra i 500 e i 1.000 dollari.

Nel presentare l’iniziativa, Julien Pradels, presidente delle Americhe di Christie’s, ha definito la partnership con un sottile omaggio alle celebri battute al vetriolo del personaggio di Miranda Priestly, definendola ironicamente “rivoluzionaria”.

Fonte: ARTnews

Crediti immagine: Fonte: ARTnews