Arte Contemporanea

School of Visual Arts di New York: calo delle iscrizioni e deficit record

La facciata della School of Visual Arts di New York illuminata di notte
School of Visual Arts.

La School of Visual Arts (SVA) di New York sta attraversando una fase di profonda difficoltà finanziaria e strutturale. Secondo quanto emerso da una comunicazione inviata a luglio al corpo docente e allo staff dal presidente ad interim Christopher J. Cyphers, le iscrizioni alla scuola sono diminuite di circa il 34% rispetto al 2019. L’istituto si trova attualmente a fronteggiare un disavanzo strutturale di bilancio pari a 22 milioni di dollari, descritto come il più elevato nella storia quasi ottantennale della scuola.

Il bilancio operativo annuale della SVA si attesta intorno ai 200 milioni di dollari e l’istituzione dipende in larga misura dalle rette scolastiche, con un costo annuale per gli studenti a tempo pieno fissato a 55.270 dollari per il prossimo anno accademico.

Le cause della crisi e il contesto demografico

Il calo delle immatricolazioni è legato a molteplici fattori, tra cui il calo delle nascite registrato negli Stati Uniti all’indomani della Grande Recessione, iniziata intorno alla fine del 2007. Tra le motivazioni indicate figurano inoltre le politiche federali e le restrizioni in materia di immigrazione che incidono direttamente sugli studenti internazionali, i quali storicamente rappresentavano circa il 50% della popolazione studentesca della SVA.

Ulteriori difficoltà sono derivate dai problemi legati al portale FAFSA (Free Application for Federal Student Aid) e dalle modifiche apportate dal Congresso ai programmi di prestito studentesco, oltre all’eliminazione di alcune forme di sostegno finanziario precedentemente disponibili per gli studenti dei corsi di laurea magistrale.

Cambiamenti interni e ristrutturazioni

Negli ultimi anni la SVA ha affrontato importanti trasformazioni interne. Nel maggio precedente, la facoltà ha votato a favore della sindacalizzazione unendosi agli United Auto Workers, in risposta a condizioni lavorative e salari ritenuti inadeguati. Nel mese di settembre, la famiglia Rhodes, che aveva posseduto la scuola a scopo di lucro per quasi ottant anni, ha trasferito la proprietà alla SVA Alumni Society, un ente senza scopo di lucro.

A livello accademico, la scuola ha avviato la chiusura di alcuni programmi di studio, tra cui il programma MFA in curatorial practice la cui chiusura è prevista per il 2027, un Master of Professional Studies in digital photography e un MFA in art practice a bassa residenza.

Una crisi che coinvolge l’intero settore artistico

La situazione della SVA non rappresenta un caso isolato nel panorama dell’istruzione artistica superiore negli Stati Uniti. Come evidenziato da Deborah Obalil, presidente e direttrice esecutiva dell’Association of Independent Colleges of Art and Design (AICAD), circa due terzi dei membri dell’associazione hanno registrato una diminuzione delle iscrizioni e molte istituzioni hanno dovuto attuare programmi di ristrutturazione o licenziamenti.

Diverse scuole d’arte hanno subito conseguenze ancora più gravi: la California College of the Arts di San Francisco chiuderà nel 2027, la University of the Arts di Filadelfia ha chiuso improvvisamente nel 2024 e il San Francisco Art Institute è stato acquisito dalla University of San Francisco nel 2022. A New York, la New School, che comprende la Parsons School of Design, ha proceduto al licenziamento di decine di dipendenti e all’eliminazione di alcuni programmi a causa di un deficit accumulato di 160 milioni di dollari.

Fonte: ARTnews