Mercato dell’arte

Londra: chiudono le gallerie Sid Motion e Beers a causa delle pressioni economiche


Uno scorcio della Sid Motion Gallery a Londra.

Il panorama delle gallerie d’arte di Londra registra la chiusura di due noti spazi espositivi: la Sid Motion Gallery e la Beers Gallery. La mercante d’arte Sid Motion ha annunciato che chiuderà la sua galleria nel distretto di South Bermondsey al termine della mostra autunnale, a dieci anni dall’inaugurazione del progetto.

Le motivazioni della chiusura per Sid Motion

Spiegando la decisione in una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, Sid Motion ha affermato che la galleria non si trova in una posizione finanziaria tale da onorare pienamente lo straordinario potenziale di ciascuno dei suoi artisti. Ha definito la chiusura una scelta consapevole e positiva, volta a fermarsi mentre il programma mantiene un livello elevato e gli artisti sono adeguatamente seguiti.

Nel corso della sua attività, lo spazio ha rappresentato artisti come Vincent Hawkins, James Lomax, Dafna Talmor, Max Wade e Morgan Wills, oltre ad aver incluso nelle sue mostre figure di rilievo come Magdalena Abakanowicz, Rana Begum e Robert Mapplethorpe. L’ottantacinquesima ed ultima esposizione della galleria, intitolata “That Which Appears” e co-curata da Motion insieme a Olivia Bax e James Fisher, si concluderà il 31 ottobre per poi essere presentata al Millennium Gallery di Sheffield Museums nel 2028.

Anche la Beers Gallery abbassa la saracinesca

Nello stesso periodo, la Beers Gallery di Londra, fondata da Kurt Beers nel 2012, ha annunciato la propria chiusura tramite un messaggio sui social media. Il gallerista ha motivato la scelta facendo riferimento a un mondo dell’arte profondamente mutato, segnato da pressioni economiche, cambiamenti di mercato e dall’ascesa di nuove piattaforme digitali, dichiarando l’intenzione di aprirsi a nuove sfide e opportunità.

Il programma della galleria comprendeva una personale di Andrew Salgado e la mostra collettiva d’addio intitolata “So This Is Goodbye”. Nel corso degli anni, lo spazio ha partecipato a diverse fiere internazionali e ha lavorato con artisti tra cui Sabrina Bockler, Kat Kristof, Myrna Quiñonez e Tang Shuo.

Il contesto economico e il mercato dell’arte a Londra

Queste chiusure si inseriscono in un contesto più ampio di difficoltà per il mercato britannico. A un decennio dal voto sulla Brexit e in un clima economico definito instabile, il settore risente anche delle nuove normative fiscali che hanno spinto alcuni residenti ad alto patrimonio a lasciare il paese. Mentre gallerie di primo piano come Stephen Friedman hanno chiuso e spazi come Pace hanno ridimensionato la propria presenza londinese, altre realtà continuano a investire, come dimostra la costruzione del nuovo flagship di Hauser & Wirth.

Nel corso di un dibattito sul tema, il gallerista Thaddaeus Ropac ha sottolineato la necessità di un’azione di lobbying per sostenere la capitale britannica, sostenendo che le notizie su un presunto declino della città siano notevolmente esagerate.

Fonte: ARTnews

Crediti immagine: Luke Fullalove