
Le indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina entrano in una nuova fase operativa. Gli investigatori hanno infatti individuato il furgone utilizzato dalla banda per la fuga dopo il colpo avvenuto nella notte di Ferragosto. Questo elemento rappresenta un tassello cruciale per ricostruire i movimenti dei malviventi e risalire alla presunta rete che potrebbe aver organizzato l’azione.
Il colpo al MuMe e la pista del basista
Durante la notte di Ferragosto, quattro importanti opere di Antonello da Messina sono state sottratte dalle sale del museo: tre delle cinque tavolette superstiti del Polittico di San Gregorio e la tavola bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Due delle tavolette del polittico sono state successivamente abbandonate dai ladri durante la fuga e ritrovate da una famiglia, che ha prontamente allertato le forze dell’ordine.
Il ritrovamento del mezzo utilizzato per la fuga, avvenuto a meno di quarantotto ore dall’accaduto, conferma l’ipotesi di un cambio d’auto. Le tre tavole e la tavoletta sono state caricate su un mezzo pulito per proseguire gli spostamenti al riparo dalle telecamere di sorveglianza. La rapidità dell’esecuzione e la perfetta conoscenza degli spazi museali e dei sistemi di sicurezza continuano a indirizzare gli inquirenti verso l’ipotesi di un aiuto interno, ovvero la presenza di un basista che potrebbe aver agevolato l’ingresso e l’uscita o fornito informazioni sui turni.
Le verifiche sui sistemi di sicurezza e sul personale
Al centro dell’attenzione degli investigatori della Polizia e dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale vi è la gestione dell’allarme e il comportamento del personale in servizio. I quattro custodi presenti durante il turno notturno sono stati ascoltati dagli inquirenti per chiarire le dinamiche legate alla mancata attivazione tempestiva delle segnalazioni. Nel frattempo, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha confermato l’avvio di un’ispezione interna per fare piena luce sull’accaduto e accertare eventuali responsabilità nella custodia delle opere.
La reazione della cittadinanza e del mondo dell’arte
La perdita temporanea di questi capolavori ha scosso profondamente la comunità messinese. Sul lungomare del Ringo si è svolto un sit-in di protesta e sensibilizzazione organizzato dai cittadini e guidato dal fumettista Lelio Bonaccorso, volto a denunciare la vulnerabilità del patrimonio culturale locale e a chiedere maggiore tutela. All’iniziativa ha preso parte anche il coordinatore regionale di Archeoclub d’Italia–Sicilia, Francesco Finocchiaro, che ha sottolineato la cronica carenza di personale che affligge il settore dei beni culturali nella regione.
Sull’episodio si è espresso anche Vittorio Sgarbi, ricordando l’importanza dell’acquisizione della tavola della Madonna avvenuta nel 2003 e definendo il furto un’azione priva di senso, trattandosi di opere uniche, estremamente fragili e di fatto invendibili sul mercato clandestino. Sulla stessa linea si è posto il critico d’arte Giuseppe Carli, il quale ha evidenziato come la sottrazione non rappresenti soltanto un danno materiale, ma una vera e propria mutilazione simbolica e storica per l’identità visiva e culturale legata alla figura di Antonello da Messina.
Fonte: Exibart

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