Arte Contemporanea, Mostre

Infinito Pratico a San Benedetto del Tronto: l’arte contemporanea in mostra alla Palazzina Azzurra

Veduta dell'installazione della mostra Infinito Pratico presso la Palazzina Azzurra a San Benedetto del Tronto
Installation view della mostra Infinito Pratico, Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto

La mostra Infinito Pratico a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, non rappresenta semplicemente un appuntamento espositivo, ma la riattivazione di una condizione storica già esistita. Nel 1969, infatti, l’VIII Biennale d’Arte di San Benedetto del Tronto, attraverso la rassegna Al di là della pittura a cura di Luciano Marucci, Gillo Dorfles e Filiberto Menna, diede vita a un dispositivo capace di mettere in connessione pratiche internazionali e linguaggi emergenti, anticipando una dimensione globale dell’arte indipendente dai grandi centri. Oggi, con lo stesso intento, l’associazione Adriatica Contemporanea, grazie alla curatela di Arnold Braho e Giulia Sfirro nella storica Palazzina Azzurra della città adriatica, ripristina quel legame, immaginando San Benedetto come un punto d’approdo per le ricerche artistiche.

Infinito Pratico e l’identità del territorio marchigiano

Quindici artisti, inclusi quattro performer, presentano i propri lavori in dialogo con gli spazi della Palazzina Azzurra e con il contesto pubblico di San Benedetto. Il titolo stesso della rassegna, Infinito Pratico, richiama la poesia del territorio e la lezione di Giacomo Leopardi nel trasformare l’orizzonte di Recanati, riflettendo quel tratto di riserbo e concretezza che caratterizza il popolo marchigiano. Ne emerge una regione plurale, in cui i contrasti si ricompongono in equilibrio e l’immaginazione nasce da un’umanità condivisa, dando forma a un percorso che unisce la ciclicità del movimento al superamento dei propri limiti.

Opere storiche e linguaggi contemporanei

Varcando la soglia della Palazzina Azzurra, il percorso espositivo si apre con un’opera del 1969: il bozzetto di Zatteronmarante di Eliseo Mattiacci si offre al visitatore come una macchina del tempo rimasta in attesa per oltre cinquant’anni, capace di misurare l’instabilità del presente e di orientare lo sguardo sulle trasformazioni del linguaggio artistico. Allo stesso modo, le opere di Oliviero Fiorenzi, come i suoi Kites, trasformano i lavori in un vero e proprio paesaggio sospeso che evoca i cieli attraversati.

Il progetto prosegue accogliendo i Turisti (2026) di Davide Monaldi, puppets in ceramica smaltata che viaggiano tra le diverse esposizioni acquisendo nuovi compagni, e le tele di Vinicius Jayme Vallorani, che mettono in discussione i confini della pittura. L’esposizione si completa con i contributi di Babau, Chiara Camilli, Iva Drekalovic, Benedetta Fioravanti, Stefano Ortega, Marila Scartozzi, Mariagiorgia Ulbar e Giulia Valenti, i quali, attraverso linguaggi sonori, visivi e poetici, esplorano riti, ricorrenze e immaginari collettivi tra memoria e favola.

Un dispositivo espositivo aperto e in divenire

Artisti e curatori hanno tracciato una linea di continuità tra la sospensione della tradizione di pensiero e la concretezza radicata nel paesaggio e nel territorio. Il progetto curatoriale si configura così come un campo aperto e in movimento, pronto a nuove interpretazioni che vedono protagonisti sia gli autori che i visitatori. Riprendendo il dilemma posto da Gillo Dorfles nel 1969 riguardo all’accoglienza dei nuovi mezzi dell’arte, la mostra alla Palazzina Azzurra indaga le infinite possibilità del fare artistico come strumento per attraversare le fratture della contemporaneità.

Fonte: Artribune

Crediti immagine: Fonte: Artribune

Informazioni sulla mostra

Periodo: Fino al 2026-08-25

Sede: Palazzina Azzurra

Luogo: San Benedetto del Tronto

Informazioni: Mostra Infinito Pratico curata da Arnold Braho e Giulia Sfirro presso la Palazzina Azzurra, Viale Bruno Buozzi 14, San Benedetto del Tronto.