Architettura, Arte Contemporanea, Musei

Schaum Architects guiderà il restauro degli Artillery Sheds di Donald Judd in Texas

Artillery Sheds della Chinati Foundation a Marfa in Texas
Gli Artillery Sheds progettati da Donald Judd a Marfa, in Texas, al centro di un nuovo importante intervento di restauro architettonico.

Lo studio texano Schaum Architects è entrato a far parte del team di specialisti che si occuperà del restauro dei due grandi Artillery Sheds presso la Chinati Foundation, il museo fondato dall’artista Donald Judd a Marfa, in Texas, per conservare ed esporre in modo permanente le sue opere.

Un progetto di conservazione e innovazione

Schaum Architects ricoprirà il ruolo di studio di architettura di design per la ristrutturazione delle strutture. Originariamente capannoni militari risalenti agli anni Trenta, gli edifici furono convertiti da Judd negli anni Ottanta, periodo in cui l’artista aggiunse le coperture in stile Quonset e sostituì le porte dei garage con finestre ripartite.

Gli Artillery Sheds ospitano le opere in alluminio fresato di Donald Judd. L’obiettivo dell’intervento di rinnovamento è preservare la visione originaria dell’artista quanto più possibile, aggiornando al contempo gli edifici con moderni sistemi meccanici.

Troy Schaum, fondatore dello studio, ha spiegato che l’approccio adottato consisterà in interventi mirati ai margini.

L’integrazione tra architettura e paesaggio

Il fondatore dello studio ha sottolineato la necessità di considerare il lavoro in modo integrato, dato che non esiste un vero e proprio involucro separato tra interno ed esterno, i quali risultano profondamente collegati. Di conseguenza, il progetto affronta contemporaneamente la riparazione degli edifici e il ripristino del paesaggio circostante.

Il team di lavoro vede la partecipazione di membri della Chinati Foundation, tra cui la direttrice esecutiva Caitlin Murray, il direttore della conservazione e della pianificazione Stephen Martin e la responsabile della conservazione Bogna Skwara, insieme a diversi esperti del settore.

Tra gli interventi previsti figurano l’installazione di rinforzi lungo i bordi del tetto metallico per realizzare gronde adeguate e migliorare la resistenza della copertura contro il vento. Il flusso dell’acqua piovana proveniente dal nuovo sistema di grondaie alimenterà il progetto paesaggistico curato dallo studio Dept LLC, basato a Houston, insieme al progettista paesaggista locale Jim Martinez. L’area verde includerà la rigenerazione di parti del sito ancora compromesse dal passato utilizzo militare e la realizzazione di un percorso pedonale accessibile.

Sostenibilità e climatizzazione invisibile

Una delle sfide principali del cantiere riguarda la gestione della climatizzazione. Attualmente l’edificio non dispone di impianti meccanici e l’intento è mantenere un funzionamento silenzioso e a basse emissioni di carbonio.

Gli architetti utilizzeranno i giunti di dilatazione in cemento esistenti per installare sistemi di filtrazione a basso consumo energetico e alimentati a energia solare, capaci di favorire la circolazione dell’aria, provvedendo inoltre al trattamento e alla sostituzione dei vetri della facciata.

La soluzione progettuale punta a un sistema che i visitatori non potranno né vedere né udire. Sfruttando le aperture e le interruzioni dei giunti in calcestruzzo, verrà immessa aria fresca filtrata a circolazione minima, mentre il trattamento dei vetri genererà una pressione positiva per tenere lontana la polvere e ridurre le temperature interne.

L’approvazione di questo metodo colloca il team all’avanguardia nelle pratiche di conservazione a livello globale, orientate a moderare le condizioni estreme piuttosto che inseguire un ambiente museale statico, bilanciando le necessità a lungo termine delle opere d’arte con la domanda energetica e il costo esperienziale della climatizzazione integrale.

Chiusura temporanea e precedenti interventi

Durante la durata dei lavori, gli Artillery Sheds rimarranno chiusi al pubblico e le opere in alluminio verranno rimosse per la prima volta dalla loro installazione iniziale, mentre il resto del museo continuerà a restare aperto.

Troy Schaum, in passato principale dello studio Schaum/Shieh prima di fondare la sua attuale realtà professionale, ha già lavorato su altri edifici legati alla figura del compianto artista, tra cui il recente recupero dell’ufficio di architettura di Judd a Marfa. La casa e studio newyorkese di Judd era stata invece restaurata nel 2013 dallo studio di New York ARO.

Fonte: Dezeen

Crediti immagine: museum: artist Donald Judd set up in Marfa to act as permanent storehouses and exhibiti