
Il celebre parco di divertimenti danese Tivoli ha svelato Hikari, una nuova zona ispirata alle città giapponesi che include opere d’arte firmate da Takashi Murakami ed è stata progettata con un approccio profondamente rispettoso delle sue origini. Situata in una sezione di Tivoli che già ospitava un giardino giapponese e una pagoda, l’area si estende su una superficie di 2.000 metri quadrati e rappresenta il tassello più recente nella lunga tradizione del parco storico di trarre ispirazione da altre culture mondiali.
Come spiegato dalla CEO di Tivoli Gardens, Susanne Mørch Koch, lo sguardo verso il resto del mondo ha fatto parte del DNA del parco per oltre 180 anni, visibile in elementi come il Teatro Pantomima di ispirazione cinese e l’Hotel Nimb in stile moresco. Il Giappone è stato considerato un capitolo successivo del tutto naturale, andando ad affiancarsi alla pagoda e ai giardini intorno al lago già presenti nel parco.
Un progetto tra autenticità e reinterpretazione
Concepito non come una replica diretta ma come un’interpretazione rispettosa e autentica di un distretto giapponese, il progetto attinge alle atmosfere di Tokyo, Kyoto e Osaka. L’area comprende edifici in stile nipponico, negozi, ristoranti tradizionali e la casa degli specchi Hotel Hikari. Il direttore del design e dello sviluppo di Tivoli, Rasmus Altenborg, ha sottolineato l’importanza di riflettere periodi differenti dell’architettura giapponese, conferendo a ogni edificio un carattere proprio pur mantenendo un insieme armonioso fatto di colori, materiali e stili diversi.
Per la realizzazione degli edifici, Tivoli ha importato direttamente dal Giappone ben 60 tonnellate di mattoni, oltre a 200 finestre e porte in legno, barili di sakè e bambole kokeshi. Il team di progettazione ha lavorato a stretto contatto con un comitato consultivo composto da esperti danesi e danesi-giapponesi, avvalendosi anche della collaborazione di un grafico giapponese per lo studio della segnaletica.
Attrazioni, dettagli e opere d’arte
Tra le nuove attrazioni figura anche la giostra rotante Typhoon’s Eye, caratterizzata da pareti esterne che richiamano i tradizionali schermi shoji. Le limitazioni di spazio hanno richiesto soluzioni creative per integrare una nuova attrazione emozionante che potesse dialogare con le strutture esistenti come le montagne russe The Demon.
Il percorso visivo e culturale è arricchito da numerosi dettagli, tra cui poster cinematografici giapponesi, rappresentazioni di ciliegi in fiore, bambole kokeshi, pagode e figure di gatti. La presenza del gatto, e in particolare richiami al Maneki-neko, si ispira alla lunga tradizione culturale giapponese ed è stata inserita per dare vivacità alla strada.
Un elemento di spicco è costituito dall’opera d’arte dell’artista giapponese Takashi Murakami, raffigurante un fiore sorridente, scelta per il forte legame tra la poetica dell’artista, che unisce cultura visiva tradizionale e contemporanea, e la fama di Tivoli come giardino incorniciato da fioriture uniche. Il progetto, nato da un lavoro durato cinque anni e sviluppato in un momento di grande interesse in Danimarca per la cultura giapponese, rappresenta il più grande investimento architettonico del parco degli ultimi due secoli.
Fonte: Dezeen
Crediti immagine: photo: graphy is by Anne-Sophie Rosenvinge

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