Architettura, Design

Politecnico di Milano: progetti di design sostenibile e materiali di scarto

Farewell Flower Goddess di Zhaoyu Chen, Kangrui Chen, Xuming Zhu, Boyu Zhan, Huanxu An, Hanzhi Xu, Yanqiao Peng, Xuhan Zhu, Zi'ang Wang e Fang Shi
Farewell Flower Goddess di Zhaoyu Chen, Kangrui Chen, Xuming Zhu, Boyu Zhan, Huanxu An, Hanzhi Xu, Yanqiao Peng, Xuhan Zhu, Zi’ang Wang e Fang Shi

Gli studenti del Politecnico di Milano, attraverso i corsi del Dipartimento di Design e del gruppo di ricerca Madetrans, esplorano il potenziale dei materiali di scarto per la transizione ecologica e il design rigenerativo. Tra i lavori presentati figurano lampade realizzate con scarti della medicina tradizionale cinese, habitat modulari in micelio e materiali innovativi derivati da ossa di salmone, gusci di noci e scarti alimentari.

Il ruolo del gruppo Madetrans e del Biodesign Lab

Fondato nel 2015 intorno all’approccio dei materiali autocostruiti e guidato da Valentina Rognoli, il gruppo di ricerca Materials Design for Transition (Madetrans) ha sede presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. L’attività del gruppo si colloca all’intersezione tra sostenibilità, ecologia, biodesign e rigenerazione, ed è supportata anche dal Biodesign Lab, il primo laboratorio dedicato al biodesign all’interno del dipartimento.

Attraverso approcci orientati ai materiali, il team sviluppa quadri teorici, metodi educativi ed esperimenti pratici per incoraggiare i designer a superare prospettive esclusivamente antropocentriche, accogliendo approcci multispecie e riconoscendo gli ecosistemi come partecipanti attivi nei processi di progettazione.

Progetti in primo piano: da Reclaym a Mycelli

Il progetto Reclaym, sviluppato da Anastasia Prozorova, Ivanna Harulia, Giulia Fabro e Marta Figueiredo, trasforma i rifiuti di mattoni scartati in un materiale versatile che unisce resilienza strutturale ed espressione estetica. I mattoni di recupero vengono polverizzati e miscelati con diversi leganti per creare campioni che conservano la memoria del materiale originale.

Il progetto Mycelli, firmato da Golab Aminialiabadi, Rocco Carraro, Brigitte Guarneri, Keren Karsa, Shyam KS e Elena Pellegrini, esplora il micelio come materiale vivo e reattivo per la rigenerazione urbana. La proposta consiste in un habitat modulare in micelio integrato nelle facciate architettoniche per supportare le popolazioni di passeri in declino a Milano, progettato per una durata di sei mesi prima di decomporsi e favorire il riuso da parte degli uccelli.

Sostenibilità e upcycling nel design di prodotto

Il panorama dei progetti studenteschi include numerose altre ricerche applicate:

  • Whynut: ideato da Nicole Dalle Molle, Giulia Luppi, Selma Wittermann e Mrunal Deshpande, utilizza scarti di gusci di frutta secca per riqualificare mobili esistenti, sostituendo componenti usurati e riducendo l’uso di materiali vergini.
  • Orma: sviluppato da Ines Ravagani, Gülsüm Koç, Carloalberto Dusi e Mete Sümeli, trasforma gli aghi di pino in un biocomposito flessibile per la realizzazione di una suola di calzatura biodegradabile.
  • Trice: di Josephine Plaum, Juliette Desertot, Matilde Reviglio e Nicola Sbrudolini, converte i sottoprodotti della produzione di riso in biomateriali compostabili al 100% senza leganti esterni.
  • Scravita: realizzato da un ampio team di studenti tra cui Chuyue Zhang e Junshuo Cui, impiega ossa, pelle e squame di salmone raccolte da ristoranti giapponesi per creare materiali rigenerativi e una lampada denominata Salmorph.
  • LumiStudio: guidato da Hu Yi e altri studenti, trasforma scarti di tè ai fiori provenienti da Xi’an in materiali decorativi traslucidi per lampade a sospensione.
  • Reshelled: di Tian Bingxin e colleghi, recupera gusci di molluschi a Weihai per realizzare pannelli decorativi e lampade che sfruttano la lucentezza della madreperla.
  • Osteomangus: a cura di Chen Zhang e un gruppo di studenti, utilizza ossa di pollo provenienti da Shandong e noccioli di mango di Xi’an per generare una libreria di tredici ricette di materiali compositi.
  • Farewell Flower Goddess: sviluppato da Zhaoyu Chen e compagni, impiega residui erbacei provenienti da un ospedale di medicina tradizionale cinese a Xi’an per produrre fogli traslucidi destinati al design dell’illuminazione.

Fonte: Dezeen

Crediti immagine: Fonte: Dezeen