
Una rivelazione destinata a far discutere arriva dal mondo dell’arte e dell’attivismo internazionale. Rita Flores, ex membro del noto collettivo Pussy Riot, ha raccontato nel corso di un’intervista di essere stata costretta a collaborare con i servizi di sicurezza russi, l’FSB, operando come informatrice per un periodo di tre anni.
Le pressioni e il reclutamento
Stando a quanto emerso dal racconto, la collaborazione sarebbe iniziata a seguito di perquisizioni e pesanti minacce subite. Tali circostanze avrebbero costretto l’attivista a cedere alle richieste delle autorità, avviando un prolungato rapporto di subordinazione con l’apparato di sicurezza statale.
I compiti assegnati
Durante i tre anni in cui avrebbe operato come informatrice, tra i compiti affidati a Rita Flores vi sarebbe stato quello di spiare artisti e attivisti. Nel raggio d’azione delle informazioni richieste rientravano anche le compagne appartenenti allo stesso collettivo delle Pussy Riot, delineando un quadro di forte tensione e di controllo all’interno degli ambienti dell’opposizione culturale e politica.
Fonte: ArtsLife
Crediti immagine: Fonte: ArtsLife

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