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Murujuga: le emissioni storiche di zolfo hanno danneggiato l’arte rupestre

Parco Nazionale di Murujuga in Australia Occidentale
Panoramica del paesaggio di Murujuga in Australia Occidentale

L’antico patrimonio di arte rupestre situato a Murujuga, noto anche come penisola di Burrup in Australia Occidentale, ha subito danni notevolmente superiori rispetto alle stime precedenti a causa degli inquinanti industriali presenti nelle emissioni atmosferiche.

Situata a circa 932 miglia a nord di Perth, la regione di Murujuga custodisce una delle collezioni di petroglifi antichi più dense e significative al mondo, risalenti a circa 50.000 anni fa. Decine di migliaia di incisioni rupestri raffigurano animali, figure spirituali e racconti sacri.

Sviluppo industriale e monitoraggio scientifico

A partire dagli anni Cinquanta, tuttavia, Murujuga si è trasformata in una delle aree industriali più importanti dell’Australia Occidentale, ospitando un grande impianto di fertilizzanti e strutture per il gas, con il più grande impianto di urea al mondo la cui operatività è prevista per l’anno prossimo.

Il rapporto sul monitoraggio dell’arte rupestre, redatto nel corso degli ultimi tre anni dai membri di cinque gruppi linguistici aborigeni della penisola insieme a un team di oltre cinquanta scienziati della Curtin University, ha evidenziato che le incisioni più vicine ai progetti industriali si sono degradate più rapidamente del normale, sebbene l’attività attuale non sembri accelerare ulteriormente tale deterioramento.

L’impatto delle emissioni di zolfo

I danni documentati comprendono alterazioni nella porosità delle rocce e nelle microscopiche strutture a foro presenti sulle superfici, ritenute conseguenza dei livelli storici di emissione. Stando al rapporto, le emissioni di biossido di zolfo derivanti dalla combustione di carburanti hanno avuto l’impatto maggiore sui petroglifi.

I combustibili per trasporti, il settore navale e l’industria presentano una certa percentuale di zolfo nei loro carburanti. Molte prove dimostrano che tali livelli erano notevolmente superiori negli anni Settanta e Ottanta, e che persino dal 2010 i carburanti marini hanno ridotto in modo massiccio i livelli di zolfo e le relative emissioni di biossido di zolfo.

Riconoscimento UNESCO e prospettive future

La pubblicazione del rapporto coincide con una recente decisione del ministro federale dell’Ambiente Murray Watt di estendere il progetto del gas North West Shelf fino al 2070, oltre che con l’inclusione di Murujuga nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Belinda Churnside, direttrice e consigliera culturale della Murujuga Aboriginal Corporation (MAC), ha dichiarato che quest’ultimo rapporto offre ulteriore sicurezza sul fatto che il programma di monitoraggio stia costruendo le prove necessarie a supportare la protezione a lungo termine dell’arte rupestre e del paesaggio culturale. Il riconoscimento UNESCO comporta nuove responsabilità, e la MAC continuerà a collaborare con governo, industria, scienziati e anziani per tutelare i valori culturali di Murujuga.

Attualmente è in vigore un protocollo d’intesa tra la MAC e il governo statale per finanziare il monitoraggio a lungo termine dell’area oltre il 2026, sebbene i negoziati non siano ancora stati definiti formalmente.

In qualità di proprietari tradizionali e custodi, la consapevolezza che proteggere Murujuga richieda sia conoscenza culturale sia scienza rigorosa rappresenta un passo in avanti fondamentale per comprendere il paesaggio e garantirne la salvaguardia per le generazioni future, ha aggiunto Churnside.

Fonte: ARTnews

Crediti immagine: Fonte: ARTnews