Arte Contemporanea, fotografia, Mostre, Musei

Vienna Contemporanea: Cinque Mostre Imperdibili tra Musei e Spazi d’Arte

Allestimento della mostra Stellprobe al Belvedere 21 di Vienna
Installation view “STELLPROBE: Collection Acquisitions from the Last Decade, in a Display by Heimo Zobernig” Photo: Johannes Stoll / Belvedere, Vienna

La capitale austriaca si muove da sempre lungo un doppio binario: da un lato la grande memoria monumentale, dall’altro la sperimentazione contemporanea. Un itinerario in cinque tappe permette di esplorare le esposizioni che animano la scena artistica viennese, offrendo una panoramica approfondita sulle istituzioni e sui progetti più rilevanti del periodo.

Prove generali al Belvedere 21

Il percorso prende il via al di fuori del centro cittadino, presso il Belvedere 21, istituzione che funge da contrappunto contemporaneo al vicino Castello di Belvedere. Fino al 4 ottobre ospita Stellprobe, un’ampia esposizione che raccoglie oltre 150 opere entrate a far parte della collezione museale nell’arco dell’ultimo decennio, tra donazioni e acquisizioni. Ideato dall’artista Heimo Zobernig, il progetto espositivo riprende un concetto del gergo teatrale legato all’orientamento nello spazio, traducendosi in un allestimento sperimentale che coinvolge il piano terra, il primo piano, il Blickle Cinema e il giardino delle sculture.

Zobernig ha curato l’impianto scenografico utilizzando strutture e pedane recuperate dal Volkstheater di Vienna. Il percorso espositivo supera i confini della rigida cronologia, mettendo in dialogo pale d’altare medievali, capolavori storici e acquisizioni recenti, con una particolare attenzione alla riscoperta di artiste attive tra l’Ottocento e il Novecento, alle protagoniste dell’avanguardia femminista e ai temi legati alla migrazione. L’intervento celebra oltre duemila nuovi ingressi e ridefinisce temporaneamente l’identità dell’istituzione.

Filosofia buddista e nuove tecnologie al Foto Arsenal Wien

A breve distanza dal Belvedere 21, il Foto Arsenal Wien presenta fino al 6 settembre la trilogia video DOKU dell’artista cinese Lu Yang. L’iniziativa rientra nel festival Vienna Digital Cultures 2026, curato da Nadim Samman. Il corpus di opere, che comprende DOKU The Self del 2022, DOKU The Flow del 2024 e DOKU The Creator del 2025, unisce estetica videoludica, tecnologie di motion-capture e filosofia buddista.

Al centro della ricerca artistica vi è la questione della dissoluzione dell’identità. Attraverso l’impiego di un avatar privo di genere definito e di un corpo stabile, modellato sulle sembianze dell’autrice, il lavoro interroga la persistenza del sé nel momento in cui la coscienza viene tradotta in flussi di dati e reti digitali.

Racconti fotografici della cura e della malattia alla Secession

Una visita a Vienna non può prescindere da una tappa alla Secession, celebre anche per conservare il monumentale Fregio di Beethoven di Gustav Klimt. In questo periodo lo spazio espositivo propone la mostra The Great Room, personale dedicata a Katherine Hubbard.

Il progetto nasce da un percorso quinquennale avviato nel 2020 in concomitanza con la diagnosi di demenza della madre dell’artista, Antonette. L’ambiente domestico viene documentato attraverso scatti fotografici intimi che riflettono sui temi della cura e della tenerezza. Mediante l’uso di specchi e la partecipazione attiva della madre nella gestione della macchina fotografica, il lavoro riflette su una rinnovata agency visiva, rifiutando ogni approccio pietistico e valorizzando la fragilità e l’architettura domestica.

L’arte contemporanea locale alla Kunsthalle Wien

La quinta edizione della rassegna Lebt und arbeitet in Wien, visitabile fino al 26 ottobre 2026 alla Kunsthalle Wien, rappresenta la più vasta ricognizione sulla scena artistica viennese organizzata dall’istituzione nell’ultimo decennio. Distribuita tra il Museumsquartier e la sede di Karlsplatz, la mostra è curata da Daniel Baumann, Michelle Cotton e Monika Georgieva e riunisce oltre 130 opere firmate da 56 artisti di diverse generazioni basati nella capitale austriaca.

Il progetto riflette la natura dinamica e porosa di Vienna, alimentata dall’arrivo e dalla partenza di creativi provenienti da oltre 18 Paesi. Con 38 nuove commissioni che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla performance alla pratica politica, il percorso valorizza la tradizione dell’autorganizzazione e del dibattito critico che caratterizza il tessuto culturale cittadino.

Tolia Astakhishvili in dialogo con la collezione del mumok

Il percorso si conclude al mumok, all’interno del Museumsquartier, dove è allestita fino al prossimo autunno Figure of the Child, la prima grande personale museale di Tolia Astakhishvili. Curata da Fatima Hellberg e Manuela Ammer, la mostra si sviluppa attorno al concetto di figura infantile, intesa sia come espressione di autonomia creativa sia come condizione di adattamento a strutture preesistenti.

Trasformando gli spazi del museo in un organismo architettonico immersivo composto da pittura, scultura, suono e elementi biografici, l’artista georgiana stabilisce un confronto diretto con i lavori della collezione permanente e con prestiti storici provenienti da diverse epoche e autori, tra cui Medardo Rosso, Louise Lawler, James Ensor e Nan Goldin.

Fonte: Exibart

Crediti immagine: Photo: Johannes Stoll / Belvedere, Vienna