
Nel dipinto del 1760 intitolato “Taking of the toll (Dana-Lila)”, Radha, la divinità induista della devozione, ferma un irrequieto Krishna accusato di aver sottratto il denaro del pedaggio alle sue compagne, le gopi. Secondo gli studiosi, quest’opera presenta forti affinità con altri due dipinti basati su un modello di disegno originato all’interno di una bottega, sebbene il luogo preciso di origine rimanga incerto. L’analisi formale suggerisce che “Dana-Lila” provenga molto probabilmente dal regno del XVIII secolo di Chamba, all’epoca attivo centro artistico con almeno sedici famiglie di artisti stabili.
La tradizione artistica della regione Pahari
Chamba, insieme ad altre aree come Kangra e Nurpur, si trova nella zona in cui la catena montuosa dell’Himalaya incontra le pianure del Punjab, nel territorio oggi noto come Himachal Pradesh, una regione geografica e culturale complessivamente definita come Pahari. A differenza delle tradizioni più note della pittura Rajput, legata alle corti induiste indipendenti del Rajasthan, o delle illustrazioni di manoscritti di epoca Moghul, la pittura Pahari ha posto al centro soprattutto il legame d’amore tra Radha e Krishna.
Gli artisti di questa tradizione, tra cui il pittore di corte Sajnu, godevano di una notevole mobilità tra i vari regni stabiliti nell’area occidentale dell’Himalaya. La storica dell’arte Debra Diamond osserva come nel foglio “La dea Sumukhi, da un Mahavidya” (datato intorno al 1800), Sajnu e altri artisti di bottega abbiano saputo fondere gli stili provenienti da Kangra e Mandi, confermando una cifra stilistica caratterizzata da divinità dai tratti marcati ed espressioni vivaci. Tra i rari casi di spostamenti documentati al di fuori dello stato figura quello di Purkhu, che lasciò l’attività di famiglia a Kangra per prestare servizio presso il Maharaja Ranjit Singh nella odierna Lahore.
Il nuovo catalogo e la valorizzazione delle collezioni
Il nuovo catalogo intitolato “Pahari Paintings: Art and Stories”, pubblicato nel 2026, raccoglie e documenta opere precedentemente disperse e raccolte nel tempo dalla studiosa Catherine Glynn Benkaim. Tale collezione è stata successivamente acquisita da importanti istituzioni museali tra cui il Cleveland Museum of Art, il Cincinnati Art Museum e il National Museum of Asian Art.
Il volume riprende e sviluppa gli studi pionieristici sulla pittura indiana condotti da B. N. Goswamy, approfondendo la complessa rete genealogica degli artisti e l’organizzazione dei sistemi di bottega operativi nella regione Pahari. Il testo è arricchito da un saggio introduttivo firmato dalla curatrice Sonya Rhie Mace e dallo storico dell’arte Sarang Sharma, accompagnato da schede analitiche dettagliate.
Fonte: Hyperallergic
Crediti immagine: Museum: of Art, the Cincinnati Art Museum, and the National Museum of Asian Art

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