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Speed Art Museum restituisce 24 oggetti sacri alle tribù Cheyenne e Arapaho

Veduta esterna del Speed Art Museum a Louisville, Kentucky

Il Speed Art Museum situato a Louisville, in Kentucky

Il Speed Art Museum, situato a Louisville in Kentucky, ha proceduto alla restituzione di ventiquattro oggetti appartenenti alle proprie collezioni alle comunità indigene d’origine. La notizia è stata formalizzata dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti nel mese di maggio.

La normativa NAGPRA e il trasferimento dei beni

I manufatti in questione rientrano nelle categorie degli “oggetti sacri” e dei “beni di patrimonio culturale”, secondo quanto stabilito dal Native American Graves Protection and Repatriation Act (NAGPRA). La legge federale, approvata dal Congresso nel 1990, tutela i resti umani e i reperti culturali dei nativi americani custoditi nelle collezioni museali, garantendone il ritorno ai discendenti e alle rispettive tribù.

In base alla comunicazione ufficiale, il passaggio formale dei beni alle tribù Cheyenne e Arapaho, con sede in Oklahoma, è stato programmato per il periodo estivo, a partire dall’11 giugno. Un precedente recente di applicazione della normativa ha visto l’American Museum of Natural History di New York restituire 2,700 ciocche di capelli raccolte in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago del 1893.

Gli oggetti restituiti e la provenienza storica

Per il museo di Louisville si tratta del primo caso di restituzione di beni a comunità indigene tramite le disposizioni del NAGPRA. Sirene Martin, assistente curatrice e coordinatrice delle restituzioni presso il museo, ha evidenziato come l’istituzione sia entrata in contatto con le tribù nel 2023, ricevendo la visita dei rappresentanti nell’anno successivo.

Tra i ventiquattro pezzi figurano tre oggetti cerimoniali, nello specifico un sonaglio, una borsa per pipa perlinata e un amuleto a forma di tartaruga in perline. L’elenco comprende inoltre ventuno ulteriori manufatti, tra cui borse e sacche decorate con perline, mocassini, un bastone da conteggio, una culla tradizionale e una lancia. La curatrice ha sottolineato come tali beni siano giunti all’istituzione in circostanze conflittuali e meritino di essere ricollocati nel contesto appropriato all’interno delle comunità legittime.

La quasi totalità dei manufatti faceva parte della donazione effettuata nel 1930 da Fredrick Weygold, artista ed etnografo residente a Louisville. Weygold, scomparso nel 1941, aveva dedicato la propria attività alla raccolta di arte e manufatti dei nativi americani, apprendendo la lingua Lakota e fungendo da consulente per i musei europei sul settore dell’arte indigena. Nel 2017 lo stesso Speed Art Museum aveva dedicato una mostra alle opere pittoriche, ai disegni e alle fotografie realizzati da Weygold.

Le iniziative di approfondimento culturale

Per celebrare e riconoscere ufficialmente l’avvenuta restituzione, il museo ha organizzato un incontro pubblico. L’evento vede la partecipazione di Chester Whiteman e Fred Mosqueda, rappresentanti delle tribù dei Cheyenne e Arapaho meridionali, in dialogo con Sirene Martin e con Erika Holmquist-Wall, curatrice di dipinti e sculture europee e americane del museo.

Fonte: ARTnews

Crediti immagine: Museum: in Louisville, Kentucky, has surrendered 24 objects from its collection to their