
L’universo narrativo creato da Elizabeth Strout continua ad espandersi, riunendo romanzi dopo romanzo personaggi che tornano a incrociarsi e a raccontarsi. L’ambientazione è quella consueta di Crosby, il piccolo centro immaginario nel Maine dove alcuni residenti sono rimasti per l’intera esistenza, affrontando difficoltà e perdite, mentre altri hanno fatto ritorno dopo anni trascorsi nelle grandi metropoli, anche in seguito alla pandemia. Sotto un’apparente immobilità quotidiana, il paese cela una fitta trama di storie, segreti, desideri e rimpianti.
L’incontro tra Lucy Barton e Olive Kitteridge
Il nucleo centrale del libro vede per la prima volta l’incontro diretto tra Lucy Barton e Olive Kitteridge, all’interno della casa di riposo dove Olive, ormai novantenne, risiede. Olive mantiene il suo carattere diretto, ruvido e tagliente, unito a una straordinaria capacità di osservazione che mette a nudo gli interlocutori. Lucy Barton, dal canto suo, è una scrittrice affermata, nota per la sua sensibilità introspettiva e per l’attenzione dedicata alle esistenze più minute e apparentemente destinate all’oblio. Dopo le prime diffidenze, le due donne stabiliscono una confidenza profonda, condividendo racconti di quelle che Olive definisce vite non registrate: esistenze estranee ai libri di storia ma segnate da amori, dolori ed esperienze umane autentiche.
Storie di provincia e complessità umana
Attraverso i dialoghi tra le due protagoniste affiorano vicende di amori platonici legati a un viaggio in treno, amicizie, tradimenti e solitudini taciute. Strout affronta questi argomenti senza alcun sentimentalismo, stimolando un’empatia profonda verso personaggi che spesso commettono errori o feriscono se stessi e gli altri. La scrittura evidenzia come la complessità delle persone superi sempre le singole azioni, svelando fragilità nascoste e storie personali spesso sconosciute.
Il paesaggio del Maine e il legame con Bob Burgess
Parallelamente ai dialoghi tra le protagoniste si sviluppano le passeggiate e gli incontri tra Lucy e Bob Burgess, l’avvocato del paese descritto come una figura buona, riflessiva e segnata dal peso delle vite altrui. Tra i due si muove un sentimento di tenerezza mai del tutto sbocciato. A fare da cornice a queste dinamiche umane interviene il paesaggio del Maine, con il mare, i boschi, le case e la luce autunnale, che partecipano alla narrazione con la loro concreta e malinconica mutevolezza stagionale.
Fonte: Exibart
Crediti immagine: Fonte: Exibart

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