
La visita del 2021 a St. Helena Island, al largo della costa della Carolina del Sud, ha offerto l’opportunità di riscontrare risonanze linguistiche sorprendenti. Analogamente a quanto accade in Louisiana, in questa regione degli Stati Uniti è possibile percepire echi della Liberia nel modo di parlare delle persone. Tale affinità si manifesta nel ritmo del discorso Gullah, caratterizzato da una cadenza cantilenante, riscontrabile nella sintassi e nell’intonazione.
Tradizioni artigianali e lavorazione del riso
Proprio su St. Helena Island, presso lo storico Penn Center, è emersa per la prima volta l’immagine di due donne intente a ventilare il riso. Questa visione richiama immediatamente le numerose donne osservate in Liberia mentre si trovano sopra il grano raccolto, con cesti intrecciati in mano, intente a separare il riso dalla pula attraverso movimenti ampi e continui.
Realizzati intrecciando erbe locali, palmetto e altri materiali vegetali reperibili nelle Sea Islands lungo la costa sudorientale degli Stati Uniti, questi cesti sono diventati una delle tradizioni artigianali più rappresentative della cultura Gullah Geechee nella Lowcountry, una regione costiera della Carolina del Sud.
Linee di discendenza e sopravvivenza culturale
Mentre gran parte del dibattito sulle origini si è concentrato sugli afroamericani che tracciano la propria discendenza verso il continente africano, l’attenzione può essere rivolta anche nella direzione opposta. Le ricerche esplorano i legami e le parenze nate attraverso le fratture della schiavitù, esaminando quegli individui che hanno dato vita a una nuova cultura in America, trasformando la spossessamento in possibilità, come evidenziato dagli scritti di Saidiya Hartman nel suo volume del 2008.
Le tradizioni legate al linguaggio, alla danza, al cibo e alla cultura materiale costituiscono una testimonianza tangibile di sopravvivenza e continua reinvenzione culturale. A questo proposito, la danzatrice e antropologa Pearl Primus, dopo aver trascorso due anni a Monrovia come direttrice del Konoma Kende Performing Arts Center tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, evidenziò come in Liberia si trovassero le radici di balli come il Charleston, il Lindy Hop e le antiche danze delle piantagioni, non diversamente da quelle utilizzate durante le funzioni religiose in alcune chiese del Sud degli Stati Uniti.
Fonte: Hyperallergic
Crediti immagine: Fonte: Hyperallergic

RSS - Articoli