
Osservare la programmazione dei musei internazionali permette di comprendere le direzioni e le tensioni del panorama artistico contemporaneo. Per la stagione autunnale, molte istituzioni hanno scelto di concentrare l’attenzione sulle modalità per affrontare e interpretare le turbolenze e i conflitti che attraversano il mondo contemporaneo.
Il caos globale e la risposta degli artisti
Il concetto di disordine mondiale emerge chiaramente in diverse esposizioni. Al Musée Picasso di Parigi, una retrospettiva dedicata a Kurt Schwitters adotta proprio il sottotitolo Il caos del mondo. Una chiave di lettura simile caratterizza le mostre organizzate per Inji Efflatoun, Annemirl Bauer, Marion Wagschal, Ali Cherri, Monir Shahroudy Farmanfarmaian e Amar Kanwar, artisti che hanno risposto alle manifestazioni del potere attraverso linguaggi personali e unici.
Accanto alle riflessioni sulle difficoltà del presente, altri percorsi espositivi privilegiano la ricerca del piacere visivo. La Royal Academy of Arts di Londra propone una panoramica sulle reazioni degli artisti alla Costa Azzurra tra il XIX e il XX secolo. In Svizzera, il Kunstmuseum Bern esplora le colonie di artisti europei dello stesso periodo, mentre l’Ateneum Art Museum di Helsinki espone l’arte spiritualista delle donne nordiche dell’epoca.
La sola ricchezza cromatica o l’astrazione non offrono tuttavia sempre una risposta sufficiente, come dimostra la parabola di Franz Marc, espressionista tedesco caduto in battaglia durante la prima guerra mondiale, al centro di una retrospettiva presso il museo K20 di Düsseldorf.
Il ritorno al passato e lo sguardo revisionista
Il clima culturale attuale ha spinto molte istituzioni a volgere lo sguardo verso il passato, adottando spesso una prospettiva revisionista. Il Museo d’Arte di San Paolo prosegue la serie di mostre incentrate sulle storie, concentrandosi questa volta sull’America Latina. Il Museo Nazionale di Oslo porta alla luce le maestre del passato ignorate dalla storia dell’arte ufficiale.
Il MUDAM in Lussemburgo presenta le opere di artiste giapponesi del secondo dopoguerra, la Fondazione Prada a Milano affronta l’antichità attraverso una prospettiva globalista, e Palazzo Strozzi a Firenze ospita una rassegna dedicata a opere d’arte frammentate o danneggiate nel corso degli anni, offrendo al pubblico un percorso di grande interesse visivo.
Fonte: ARTnews
Crediti immagine: museum: s are exhibiting

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