
Per decenni considerato un lavoro anonimo, il dipinto raffigurante un giovane con una cesta di pesci e granseole, oggi custodito a Firenze all’interno di Palazzo Pitti, rappresenta una delle testimonianze più affascinanti della pittura di genere in Italia. La tela ha attraversato un lungo periodo di oblio attributivo prima di ritrovare la sua identità e il nome del suo autore originario.
La riscoperta della mano di Giacomo Ceruti
La svolta nella storia conservativa e critica dell’opera è avvenuta nel 1982. Fino a quel momento, per circa settant’anni, il dipinto era rimasto catalogato senza un autore certo. Soltanto un accurato intervento di restauro, eseguito nei primi anni Ottanta, ha permesso di svelare i dettagli stilistici e la cifra tecnica che hanno ricondotto l’opera alla mano di Giacomo Ceruti.
Noto storicamente come il pittore dei poveri, Ceruti ha saputo imporsi nel panorama artistico come un vero e proprio cronista del popolo minuto. Le sue tele offrono uno sguardo privo di retorica sulle classi meno abbienti, ritratte con una dignità e un realismo che continuano a catturare l’attenzione degli studiosi e del pubblico nelle sale di Palazzo Pitti a Firenze.
Fonte: Finestre sull’Arte
Crediti immagine: Fonte: Finestre sull’Arte

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