Arte Contemporanea, Musei

La storia del lavoro e il sex work: la raccolta del museo olandese

Attività e spazi del Netherlands Open Air Museum a Arnhem nei Paesi Bassi
Museum di Arnhem, nei Paesi Bassi, vorrebbe conservare per documentare la storia contemporanea

Raccontare e musealizzare un lavoro che spesso rimane ai margini del dibattito pubblico rappresenta una sfida complessa per le istituzioni culturali contemporanee. Gli elementi che compongono questa professione includono letti, arredi di stanze, sistemi di illuminazione, apparecchiature di registrazione, abiti e strumenti quotidiani, ma soprattutto le storie personali, il confine sottile tra la sfera lavorativa e quella privata, i tabù sociali e il rapporto diretto con la propria attività. Sono questi gli aspetti che il Netherlands Open Air Museum di Arnhem, nei Paesi Bassi, intende raccogliere e conservare per documentare la storia contemporanea del sex work.

Un progetto per la documentazione della società contemporanea

Da diversi anni il museo olandese orienta la propria attenzione verso la documentazione della vita quotidiana e delle attività lavorative nel paese, con l’obiettivo di preservare la memoria per le generazioni future. In questo contesto, l’istituzione ha scelto di includere una professione radicata nella società da secoli ma tradizionalmente assente dalle collezioni museali: il lavoro sessuale.

L’istituzione ha promosso un appello rivolto ai sex worker adulti, invitandoli a condividere oggetti legati alla propria attività e le relative esperienze personali. La ricerca si concentra in particolare su chi riceve i clienti di persona e su chi opera online attraverso piattaforme digitali come OnlyFans. L’iniziativa rientra in un programma più ampio dedicato alla storia del lavoro nei Paesi Bassi, storicamente basato su edifici, manufatti, strumenti e testimonianze dirette.

Il valore sociale e culturale del sex work

Come sottolineato da Hans Piena, curatore del museo per le sezioni dedicate al lavoro, l’intento dell’ente nazionale è mostrare le modalità di vita e di lavoro delle persone nei Paesi Bassi. Il curatore ha evidenziato che il lavoro sessuale possiede una lunga storia e una rilevanza sociale contemporanea. L’obiettivo primario consiste nel registrare una trasformazione sociale in atto, focalizzandosi sul momento presente, caratterizzato da mutamenti negli atteggiamenti verso la sessualità e dalla diffusione di strumenti digitali.

La raccolta dei work ensemble

Per documentare questa realtà, i curatori non ricercano un singolo oggetto simbolico, bensì un vero e proprio insieme di elementi, definito work ensemble, capace di illustrare concretamente lo svolgimento della professione. Tra i materiali che potrebbero entrare a far parte della collezione figurano letti, arredi da lavoro, impianti di illuminazione, macchine fotografiche, strumenti di registrazione, abiti e accessori d’uso regolare.

Accanto alla dimensione materiale, il museo punta a raccogliere le testimonianze dirette di chi esercita la professione, indagando il vissuto quotidiano, l’intreccio con la sfera privata e il significato attribuito all’attività. Tale approccio offre una prospettiva differente rispetto alle ricostrazioni esterne, spesso filtrate esclusivamente attraverso lenti giuridiche o morali. L’istituzione ha inoltre specificato che i partecipanti prenderanno parte a ogni decisione riguardante la conservazione e la futura presentazione o studio dei materiali.

La conservazione della memoria di questa professione riconosce che anche le attività escluse dalle narrazioni ufficiali generano spazi, oggetti e pratiche di valore storico. Il materiale raccolto confluirà nella Dutch National Collection, contribuendo a delineare una testimonianza documentaria della società olandese contemporanea.

Fonte: Exibart

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