Arte Contemporanea

Direzione pittura: intervista all’artista Laura Omacini

Barricades, opera del 2024 di Laura Omacini in collage, pastello acrilico e olio su tela
Barricades, 2024, collage, pastello acrilico e olio su tela, 120×180 cm

Negli atelier italiani, una nuova generazione di artisti sta ridefinire i confini della pittura, innestando la lezione della tradizione classica all’interno di un contesto visivo contemporaneo e iper-connesso. Attraverso una serie di approfondimenti dedicati ai pittori emergenti attivi nel Paese, esploriamo le motivazioni, le ricerche e le peculiarità linguistiche di chi sceglie il medium più antico per interpretare le complessità del presente, spaziando tra i generi tradizionali come il ritratto, il paesaggio e la natura morta. Tra i protagonisti di questa scena figura Laura Omacini, nata a Venezia nel 1991.

La ricerca pittorica tra istinto e contemporaneità

Interrogata sulla definizione del proprio percorso espressivo, l’artista descrive la sua pittura come un’indagine profondamente istintiva capace di raccogliere le istanze e le tensioni del tempo presente. Un legame con il disegno e la pittura nato sin dalla prima infantia, vissuti fin da subito come primari strumenti per esaminare e interrogare la realtà circostante.

Nel lavoro di Omacini convivono molteplici riferimenti storici e visivi. Tra i maestri del passato che fungono da punti di riferimento figurano Giotto e Giovanni Bellini, apprezzati per la loro abilità nella costruzione e nella sospensione dello spazio, accanto a Gustave Courbet e Angelo Morbelli, scelti per la loro spiccata attenzione alle tematiche sociali. Guardando invece alla scena contemporanea, l’artista segue con interesse il lavoro di figure come Vija Celmins e Berlinde De Bruyckere.

I temi centrali e il processo creativo

Affrontando il nodo cruciale del significato della pittura oggi — vissuta contemporaneamente come fine e come mezzo — l’artista individua nella marginalità il tema centrale del proprio lavoro. Una scelta motivata dalla sua rilevanza sia nell’ambito sociale che in quello sacro. Sul piano tecnico ed esecutivo, l’attenzione si concentra in modo particolare sul disegno e sulla materia, elementi che nel suo linguaggio prevalgono rispetto alla composizione e all’aspetto cromatico.

Pur subendo l’influenza del contesto culturale, sociale e politico contemporaneo, l’opera d’arte viene concepita con la tendenza a raggiungere una dimensione di assoluto e di simbolo. All’interno del processo creativo, strumenti digitali o intelligenza artificiale non trovano un impiego rilevante, fatta eccezione per la fotografia, utilizzata unicamente come supporto per raccogliere appunti visivi.

Influenze esterne ed esperienze

Accanto alla pittura, un ruolo determinante è svolto dal rapporto con la letteratura e la poesia, con riferimenti fondamentali rintracciabili nelle opere di María Zambrano e Pier Paolo Pasolini. L’esperienza personale e quella collettiva coesistono e trovano entrambe spazio all’interno della produzione artistica.

Il momento ritenuto più significativo nella realizzazione di un’opera è quello iniziale, quando un determinato soggetto attira l’attenzione e spinge alla rappresentazione, mentre il confine che sancisce la conclusione del lavoro coincide con una condizione di totale sfinimento fisico e mentale.

Scegliere la pittura nel contesto odierno non risponde a una decisione calcolata, quanto piuttosto a una necessità di carattere identitario. Pur manifestando interesse per la scultura, i vincoli legati ai mezzi e ai tempi necessari rendono al momento impraticabile questa via, confermando come anche i limiti facciano parte integrante del percorso e del lavoro dell’artista.

Fonte: Exibart

Crediti immagine: foto: grafia, che uso per prendere appunti visivi