
Spesso basta la prospettiva di un nuovo libro per uscire da un momento di stasi nella lettura. Una raccolta di saggi di Elizabeth Alexander e un volume di poesia e arti visive di Layli Long Soldier rappresentano alcune delle quindici pubblicazioni a tema artistico che la critica e gli addetti ai lavori seguono con particolare interesse. Questa stagione editoriale porta con sé una ricca selezione di biografie, romanzi satirici ambientati nel mondo dell’arte e titoli che sfuggono a una rigida classificazione di genere.
Nuove letture e sguardi storici
La storica dell’arte Jennifer Higgie si muove magistralmente in questo territorio ibrido in Bedlam, un resoconto romanzato della vita itinerante di Richard Dadd e dei suoi tragici problemi di salute mentale, ripubblicato da Verso. Claudia Ross esamina la delicata operazione di restituire la voce a una figura storica, mentre Nageen Shaikh recensisce un volume sulla tradizione spesso trascurata della pittura Pahari in India, sottolineando la necessità di non definire queste opere con il termine riduttivo di miniature.
Tra le novità letterarie figurano anche il romanzo di Ann Patchett, intitolato Whistler, che si inserisce nel contesto delle riflessioni sul lutto e sull’arte, affiancato da nuove uscite nel panorama internazionale dei libri e della saggistica.
Dalle graphic novel alle mostre di zine
Nel panorama delle pubblicazioni recenti, Siddhesh Gautam, noto per i suoi fumetti anti-casta che visualizzano l’eredità dell’organizzazione dalit e ambbedkarita, ha in uscita una graphic novel in India. Sul fronte della saggistica, il duo composto da Naomi Klein e Astra Taylor propone End Times Fascism: And the Fight for the Living World, accompagnato da un tour nordamericano. Anche autrici come Claudia Rankine presentano il loro primo libro dopo la conclusione della trilogia americana nel 2020, mentre Sarah Schulman annuncia un romanzo per il prossimo autunno.
Anche il mondo delle produzioni indipendenti e delle zine trova spazio nelle istituzioni culturali. Al Center for Book Arts di Manhattan apre la mostra Paper Cuts, che raccoglie oltre seicento zine di piccole case editrici curate da Christopher Kardambikis. L’esposizione offre l’occasione di esaminare la vitalità delle pubblicazioni fai-da-te nel ventunesimo secolo, mettendo in dialogo i lavori di curatori e collettivi editoriali indipendenti.
Dall’analisi delle guide di lettura stagionali alle storie saturate dei campionari di colori e delle tabelle cromatiche, l’editoria contemporanea continua a esplorare i molteplici punti d’incontro tra la parola scritta, la storia visiva e le pratiche artistiche.
Fonte: Hyperallergic
Crediti immagine: Fonte: Hyperallergic

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