Arte Contemporanea

Direzione pittura: intervista all’artista emergente Giulia Rinaldi

Opera pittorica Poise II di Giulia Rinaldi
Poise II, 2024, olio su tela, 24×18 cm

Negli studi e negli atelier di tutta Italia, una nuova ondata di giovani artisti sta rinnovando il linguaggio della pittura, unendo la tradizione classica con i codici visivi della contemporaneità. La rubrica dedicata ai pittori emergenti attivi nel nostro Paese esplora il dietro le quinte della ricerca di chi ha scelto il medium più antico per interpretare il presente. Protagonista di questo approfondimento è Giulia Rinaldi, nata a Fabriano nel 2003.

La ricerca pittorica e l’indagine sul femminile

La pratica artistica di Giulia Rinaldi si concentra sulla rappresentazione del femminile in tutte le sue sfaccettature, catturando frammenti di vita quotidiana e spazi intimi. Le atmosfere delle sue opere evocano ricordi e attimi sospesi, spesso tinteggiate da toni freddi che restituiscono una dimensione emotiva surreale. Il corpo della donna viene analizzato sia sul piano formale che su quello sociale, traendo spunto da fatti di cronaca, archivi fotografici ed esperienze personali. Al centro dell’attuale produzione si collocano i temi della maternità e della forza creatrice femminile.

L’avvicinamento alla pittura è avvenuto in modo inaspettato, in seguito all’impossibilità di intraprendere un percorso di studi incentrato sul fumetto e sull’illustrazione. Quella che inizialmente sembrava una disciplina riservata a pochi eletti dotati di una vocazione innata si è rivelata rapidamente un campo accessibile e da esplorare.

Riferimenti storici e influenze culturali

Tra i maestri del passato che costituiscono punti di riferimento fondamentali figurano Artemisia Gentileschi, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser e Berthe Morisot. Tra gli autori contemporanei l’interesse si rivolge invece a figure come Tracey Emin, Louise Bourgeois, Marina Abramović, Ana Mendieta, Niki de Saint Phalle e Gerhard Richter.

Nel lavoro dell’artista convergono molteplici linguaggi esterni alla pittura. Dal cinema d’animazione arrivano le influenze dei film dello Studio Ghibli diretti da Hayao Miyazaki e Isao Takahata, oltre a registi come Wes Anderson, Tim Burton, Joe Wright e Sofia Coppola. Sul fronte letterario la preferenza va ai romanzi classici, con particolare attenzione a Charlotte Brontë, Jane Austen e Virginia Woolf, mentre in ambito musicale i gusti spaziano dal rock all’emo, dal pop alla dance, abbracciando un arco temporale che va dagli anni Ottanta a oggi.

Il processo creativo e il rapporto con il contemporaneo

La pittura viene vissuta principalmente come un mezzo espressivo funzionale alla trasposizione di un’idea dal pensiero all’immagine. Gli elementi cardine del lavoro risiedono nella gestione dei colori, associati ai soggetti o alle atmosfere, e nella composizione, intesa anche come taglio dell’inquadratura. Nella fase progettuale iniziale vengono impiegati software come Photoshop unicamente per la manipolazione cromatica e compositiva dell’immagine di riferimento, escludendo qualsiasi utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Le tematiche affrontate pongono l’attenzione sulle condizioni delle donne nel mondo e sulla limitazione dell’autonomia femminile imposta da norme sociali e giuridiche, come il divieto di aborto o il fenomeno delle spose bambine. Il processo di realizzazione di un’opera attraversa momenti determinanti, dalla progettazione e dal primo schizzo fino alla fase intermedia, in cui si definiscono la pennellata e la gamma cromatica. Un dipinto si considera concluso nel momento in cui restituisce esattamente la sensazione visiva e psicologica immaginata all’inizio, prima di rischiare di compromettere l’equilibrio raggiunto con interventi eccessivi.

Fonte: Exibart

Crediti immagine: foto: grafici ed esperienze personali