
La rubrica Other Identity – Altre forme di identità culturali e pubbliche, ideata dall’artista e curatore indipendente Francesco Arena, analizza la grammatica visiva contemporanea attraverso il lavoro di autori che adoperano fotografia, video e performance per riflettere sui concetti di identità e autorappresentazione. Protagonista di questo appuntamento è Marco Fusinato.
L’arte come processo attivo e distorsione del segnale
Interrogato su quale sia la sua rappresentazione dell’arte in un’epoca in cui il privato viene costantemente spettacolarizzato e trasformato in contenuto, Fusinato descrive la pratica artistica non come un’immagine fissa, bensì come un processo attivo. L’autore paragona l’arte a un segnale disturbato da interferenze, capace di opporsi a una trasmissione coerente e di sovraccaricare i circuiti comunicativi.
L’obiettivo non risiede nell’offrire un’espressione personale o uno specchio della realtà, quanto piuttosto nell’interrogare l’apparato che richiede tale presentazione, agendo come una forma di sabotaggio immaginativo e di contaminazione del segnale.
Traiettorie, apparenza e valore di rappresentazione
Affrontando il tema dell’identità all’interno dell’arte contemporanea, Fusinato la definisce come un modello di interferenza temporaneo generato dalla collisione tra linguaggi e materiali, radicato in una specifica geografia e storia. L’apparenza pubblica viene letta come il terreno in cui si scontrano rappresentazione, desiderio e aspettative sociali.
La rappresentazione stessa viene concepita come una disposizione temporanea di forze, una stratificazione di tracce e residui storici che rifiuta l’idea di un’immagine di sé autentica e immobile, preferendo mantenere il significato in costante movimento.
Profilo biografico di Marco Fusinato
Marco Fusinato è un artista visivo e musicista noise la cui ricerca spazia tra installazioni, riproduzioni fotografiche, performance e ambienti su larga scala dal carattere seriale. Come musicista sperimenta il rumore attraverso la chitarra elettrica e l’amplificazione di massa.
Nel 2022 è stato scelto per rappresentare l’Australia alla 59ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con il progetto Desastres, una performance-installazione di duecento giorni. Il suo percorso espositivo include la partecipazione alla 56ma Biennale di Venezia (2015), alla 30ma Biennale di San Paolo (2012) e alla 21ma Biennale di Sydney (2018).
Le sue opere sono state accolte in importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York in occasione della mostra Soundings: A Contemporary Score (2013), il museo Dib Bangkok (2026) e il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, che ha ospitato la sua antologica nel 2026. La sua serie di performance di chitarra noise Spectral Arrows continua a essere presentata in contesti museali e festival globali.
Fonte: Exibart
Crediti immagine: foto: grafia, del video e della performance, per indagare i temi dell’identità e dell’a

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