
L’evoluzione del mercato e la nascita delle aste cross-category
La sorpresa, ormai, non è più trovare un Picasso accanto a un Basquiat. La vera novità risiede nel vedere, all’interno della medesima vendita, un dinosauro, una borsa Birkin, un meteorite e un’opera di Magritte. Quella che a prima vista potrebbe sembrare la bizzarra collezione di un appassionato eccentrico rappresenta in realtà una precisa strategia di mercato: le vendite denominate cross-category.
Questa tipologia di vendita mescola dipartimenti differenti, abbattendo i confini tradizionali tra arte moderna, arte contemporanea, design, lusso, memorabilia e storia naturale. Un fenomeno che riflette direttamente il trend del cross-collecting, praticato da collezionisti che spaziano senza barriere tra generi, epoche e interessi diversi.
Il superamento dei cataloghi tradizionali e il cross-collecting
Per oltre un secolo, le case d’asta hanno strutturato cataloghi rigidamente ordinati per scuole, periodi storici e specializzazioni. Oggi, nell’era delle vendite cross-category, il criterio guida è differente e punta a seguire il gusto del collezionista moderno, il quale raramente si limita all’acquisto di una sola categoria.
Chi investe cifre milionarie per un’opera di Fontana potrebbe infatti desiderare una Ferrari d’epoca, una borsa firmata Hermès o un reperto fossile da museo. Un esempio lampante è offerto dal celebre T-Rex Stan, vissuto 67 milioni di anni fa, che nel 2020 è stato inserito in un catalogo insieme ai grandi maestri del Novecento.
Come spiegava all’epoca James Hyslop, capo del dipartimento di Storia Naturale di Christie’s, si trattava di un pezzo iconico del ventesimo secolo perfettamente inserito nel contesto dell’offerta. Il tirannosauro dialoga con il Novecento e con i classici del cinema, da King Kong del 1933 a Godzilla del 1954, fino a Jurassic Park di Steven Spielberg del 1993. Attraverso la creazione di un dialogo mirato e l’intercettazione dell’interesse del pubblico, il catalogo cross-category prende forma.
Strategie e immaginario nel collezionismo contemporaneo
Non sempre le vendite richiedono accostamenti estremi come orologi e dipinti insieme, formule che registravano maggiore popolarità in passato. Spesso si utilizzano strategie più moderate, come l’accostamento nei cataloghi delle grandi case d’asta tra i giganti del Novecento e nomi ultra-contemporanei, già affermati ma in fase di stabilizzazione sul mercato.
Altre volte si punta su macro-contenitori culturali estesi, come la Asian Art Week organizzata da Christie’s a New York, che celebra l’arte orientale per un’intera settimana di vendite unite da un unico filo conduttore, superando i confini tra la Grande Onda di Hokusai, calligrafie preziose e rari vasi lunari.
In questo scenario, le aste si trasformano in una vetrina eterogenea incentrata sullo stile di vita ancor prima che sulla storia dell’arte. Più che una singola opera, viene venduto un intero immaginario, confermando come il collezionismo sia diventato un’attività sempre meno disciplinare e sempre più trasversale, guidata unicamente dalla temperatura del desiderio.
Fonte: Exibart
Crediti immagine: Fonte: Exibart

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