Arte Contemporanea

I fabbri afroamericani e la tradizione dei simboli Sankofa nel ferro battuto

Finestra decorata con due simboli metallici Sankofa
Una finestra decorata con due simboli metallici Sankofa

Crescendo tra New Orleans e Savannah, la presenza della lavorazione del ferro è sempre stata parte del paesaggio circostante, sebbene spesso osservata con lo sguardo di chi non coglie i dettagli più profondi. Durante una visita a New York, l’attenzione viene catturata improvvisamente da una finestra ornata da due simboli Sankofa in metallo. Attraverso quel singolo elemento in ferro battuto, la città restituisce una sensazione di immediata familiarità, spingendo a osservare con maggiore attenzione cancelli, ringhiere di scale e inferriate dove compaiono i medesimi motivi.

Spesso tinti di nero o di bianco, talvolta arricchiti da foglie, fiori o dal giglio di New Orleans, quei disegni richiamano costantemente una forma a cuore. Lo studio delle tradizioni dell’Africa occidentale, inclusi i simboli Adinkra del Ghana, permette di riconoscere il significato del termine Sankofa. Nella lingua Akan, l’espressione si traduce approssimativamente con l’invito a tornare indietro per prendere ciò di cui si ha bisogno, esortando a riconnettersi con il passato per recuperare elementi essenziali per il presente. In alcuni casi l’iconografia raffigura un uccello che gira la testa all’indietro per afferrare un uovo dal dorso, mentre in altri assume la fisionomia di un cuore convenzionale con spirali rivolte verso l’interno.

L’eredità culturale e il lavoro dei fabbri

Considerando che i simboli Adinkra affondano le proprie radici nell’Africa occidentale, area di provenienza della maggior parte degli antenati degli afroamericani, sorge spontaneo interrogarsi sul ruolo dei fabbri del passato. È possibile che questi artigiani abbiano inserito nelle loro opere in ferro un promemoria per non dimenticare le proprie origini? E quel particolare design aveva una funzione che andava oltre la semplice decorazione, risultando leggibile all’interno della comunità nera?

Approfondire l’argomento attraverso il confronto con storici e fabbri, oltre alla consultazione degli archivi, permette di spostare l’attenzione sulle modalità di trasmissione della conoscenza culturale. Più che cercare una linea di continuità rigida, l’indagine si concentra su come l’identità riesca a persistere anche quando le tracce storiche non seguono un percorso lineare.

La professoressa di storia dell’arte Earnestine Jenkins, curatrice di una mostra dedicata alla storia dei fabbri afroamericani tenutasi presso il Metal Museum di Memphis, nel Tennessee, offre chiarezza sul motivo per cui tali evidenze storiche raramente si presentano in modo lineare. Quando le popolazioni migrano, spiega la studiosa, non replicano le consuetudini esattamente nello stesso modo della terra d’origine, rendendo necessari adattamenti. La continuità culturale non coincide con l’assenza di mutamento, ma rappresenta ciò che riesce a viaggiare attraverso di esso.

Fonte: Hyperallergic

Crediti immagine: photo: graph a window with two metal Sankofa symbols