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Marina Abramović alla GNAMC di Roma per una grande mostra

Marina Abramović Transforming Energy alle Gallerie dell'Accademia di Venezia
Marina Abramović: Transforming Energy. Gallerie dell’Accademia di Venezia

Dopo la tappa veneziana, Marina Abramović si prepara ad arrivare a Roma con una straordinaria esposizione che mette in dialogo i lavori più celebri della sua carriera con la ricerca condotta negli ultimi decenni sui Transitory Objects. A partire dal 17 novembre 2026, la GNAMC Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea accoglierà il progetto intitolato Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy, un appuntamento ideato per celebrare l’ottantesimo compleanno dell’artista.

L’evento romano rappresenta un’evoluzione e un ampliamento di Transforming Energy, la mostra inaugurata il 6 maggio 2026 alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nell’ambito della sessantunesima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, aperta al pubblico fino al 18 ottobre. In quella circostanza, Abramović è stata la prima artista donna vivente a ricevere una grande esposizione personale all’interno delle sale dell’Accademia, articolando un percorso tra creazioni recenti, pezzi storici e interventi site-specific nella collezione permanente.

La struttura del progetto espositivo nella Capitale

Nella sede di Roma, la struttura dell’esposizione si amplia notevolmente. Accanto alla sezione Transforming Energy, curata da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai, il pubblico troverà Historical Works, un approfondimento fortemente voluto dalla direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini e curato da Andrea Tarsia.

Il percorso complessivo include tappe fondamentali della produzione dell’artista, tra cui spiccano Imponderabilia del 1977, Balkan Baroque del 1997 e The Artist Is Present del 2010. L’intento è tracciare un filo conduttore solido tra le performance storiche che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea e l’evoluzione successiva, in cui il corpo del pubblico assume un ruolo attivo nell’esperienza estetica.

Dalle performance storiche ai Transitory Objects

Il fulcro dell’esposizione alla GNAMC è rappresentato dai Transitory Objects, una serie di opere concepite da Abramović nel corso di oltre trent’anni di attività.

Questi lavori consistono in letti di pietra, strutture e forme scultoree che integrano minerali come quarzo, ametista e agata. Le opere sono progettate per essere attivate fisicamente dai visitatori, invitati a sdraiarsi, sedersi o sostare a contatto diretto con le superfici minerali, in un’esperienza che l’artista descrive come trasmissione di energia. Già a Venezia il coinvolgimento del visitatore attraverso un’osservazione prolungata e una partecipazione corporea ha spostato l’opera dalla pura visione alla dimensione fisica.

L’interesse per i minerali e le loro proprietà risale al viaggio compiuto da Abramović lungo la Grande Muraglia Cinese nel 1988, occasione in cui entrò in contatto con la medicina tradizionale cinese. Attraverso i Transitory Objects, la temporalità della performance si espande dalla durata limitata dell’azione alla dimensione geologica dei materiali impiegati.

Il corpo come elemento centrale

Il confronto diretto tra i lavori storici e i Transitory Objects evidenzia la coerenza di una ricerca che, pur mutando i linguaggi e i dispositivi, pone sempre il corpo al centro. In Imponderabilia, concepita originariamente nel 1977 insieme a Ulay, gli spettatori erano costretti a passare attraverso lo spazio ristretto tra i corpi nudi dei due artisti. L’opera è stata riproposta anche nel maggio 2026 a Venezia, rinnovando la riflessione sulla vulnerabilità e sulla relazione reciproca tra chi agisce e chi guarda.

In Balkan Baroque, che valse all’artista il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1997, il corpo diventava lo strumento per interrogarsi su memoria, violenza e identità collettiva. Con The Artist Is Present, presentata al MoMA di New York nel 2010, l’azione si riduceva alla pura condivisione del tempo e della presenza vis-à-vis con il pubblico.

Celebrazione per gli ottant’anni

La duplice tappa italiana celebra gli ottant’anni di Marina Abramović, nata a Belgrado nel 1946 e considerata una delle massime esponenti della performance art a livello internazionale. L’appuntamento romano evidenzia la coerenza e l’evoluzione della sua poetica.

L’esposizione alla GNAMC è promossa da Creative Philosophy in collaborazione con il Marina Abramovic Institute e il Modern Art Museum MAM di Shanghai, con il supporto di importanti realtà tra cui Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fendi e Fondazione Roma.

Fonte: Exibart

Crediti immagine: Museum: di Shanghai, si affiancherà infatti Historical Works , sezione voluta dalla dire

Informazioni sulla mostra

Periodo: Dal 2026-11-17

Sede: GNAMC Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Luogo: Roma

Informazioni: Progetto organizzato in occasione dell’80mo compleanno dell’artista, nato come ampliamento della mostra Transforming Energy presentata a Venezia.