
Hans Ulrich Obrist ha definito Altri Mondi di Federico Campagna un’opera fondamentale per il XXI secolo, capace di descrivere la totalità mediterranea come un sistema di realtà e un prisma per comprendere il mondo. Di fronte al tramonto delle narrazioni eurocentriche, il volume si presenta come uno strumento di sopravvivenza estetica ed etica, offrendo un ecosistema filosofico che sostiene l’arte nella fondazione di nuove realtà. Il saggio affronta la profonda crisi che attraversa la capacità di immaginare alternative possibili, ponendo una questione centrale nell’attuale scenario ecologico, politico ed epistemologico: non più come rappresentare il mondo, ma quale mondo abitare.
L’immaginazione come forza cosmogonica
Nel volume, l’autore raccoglie la sfida più urgente per l’arte e la filosofia contemporanea: esercitare l’immaginazione come facoltà cosmogonica, in grado di aprire la strada a mondi alternativi quando quelli attuali esauriscono il proprio futuro. La metafisica eurocentrica, fondata su progresso lineare, estrattivismo e dominazione razionale, appare al capolinea. Di fronte alla paura che paralizza l’immaginazione e a una realtà segnata dalla crisi e dal conflitto, il compito della filosofia consiste nell’alimentare il possibile attraverso il pensiero.
Il Mediterraneo e il ruolo dell’arte
In questo contesto, il Mediterraneo emerge non solo come coordinata geografica, ma come matrice filosofica e confine liquido in cui le culture si incontrano e si ricompongono. Rispetto al pensiero rigido globale, la prospettiva mediterranea offre una saggezza della soglia e la capacità di abitare il caos. All’interno di questo scenario, l’arte è chiamata a superare la dimensione di mera cronaca della crisi o di intrattenimento di mercato per tornare a essere creazione di mondi. L’immaginazione spezza il determinismo del presente e costruisce grammatiche visive e simboliche alternative.
Un’architettura dell’invisibile
Attraverso il concetto di immaginazione cosmogonica, condiviso con figure come Paolo Godani, l’arte diventa il cantiere del possibile. Il percorso di Federico Campagna intreccia metodi e riferimenti culturali differenti, unendo l’approccio analogico di Aby Warburg alle iperstizioni di Mark Fisher e alle risonanze con la cultura pop, inclusa l’opera di Christopher Nolan. Il libro si delinea così come un invito a riattivare l’immaginazione collettiva per resistere a uno stato di crisi permanente.
Fonte: Exibart
Crediti immagine: Fonte: Exibart

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