
L’architetto del Bangladesh Kashef Chowdhury ha pubblicato una monografia che raccoglie i lavori di trent’anni di carriera. All’interno della pubblicazione vengono presentati progetti incentrati sulla creazione di infrastrutture sostenibili e spazi comunitari per chi ne ha maggiormente bisogno, realizzati insieme al suo studio Urbana.
Il volume, intitolato Meditations in Entropy e pubblicato da Park Books, ripercorre un percorso professionale caratterizzato dal rifiuto di progettare residenze private altamente protette per clienti facoltosi. Nelle sue riflessioni, l’architetto sottolinea come chi non può permettersi un professionista sia colui che ne ha più bisogno, ponendo come condizione fondamentale quella di ideare edifici aperti in cui chiunque possa entrare liberamente.
Un documento culturale per la ricerca
Il libro raccoglie diciotto opere realizzate dall’architetto, accompagnate da saggi critici firmati, tra gli altri, da Kenneth Frampton e William J R Curtis. Ciascun intervento viene trattato come un caso studio indipendente, pensato non solo per mostrare il risultato finale, ma per documentare le motivazioni, i contesti e le modalità di realizzazione.
La sostenibilità, nella visione di Chowdhury, non si limita alla riduzione delle emissioni di carbonio, ma comprende in modo determinante la gestione dei costi. Lavorando spesso con organizzazioni non governative e budget limitati, lo studio pone grande attenzione alla risposta ai bisogni reali all’interno delle risorse disponibili.
Nel contesto geografico del Bengala, questo approccio si traduce nell’uso di materiali locali come i mattoni fatti a mano, scelti per le loro imperfezioni e per la capacità di adattarsi al clima e alla cultura della regione senza risultare estranei al territorio.
Sei progetti civici chiave
La monografia mette in luce diversi interventi pubblici realizzati nel corso degli anni:
Srihatta – Samdani Art Centre and Sculpture Park (2018): Situato nella zona rurale di Sylhet, in Bangladesh, questo complesso artistico per la Samdani Art Foundation è caratterizzato da pareti in mattoni che si snodano nel paesaggio rurale, accogliendo residenze per artisti e spazi espositivi distribuiti tra volumi e cortili.
Friendship Hospital (2018): Una struttura sanitaria a basso costo situata nel sud-ovest del Bangladesh, composta da padiglioni bassi in mattoni. Il progetto ha ricevuto il prestigioso RIBA International Prize nel 2021.
Friendship Centre (2012): Un centro comunitario all’aperto progettato per la stessa organizzazione non governativa, protetto dalle inondazioni grazie a un argine artificiale e organizzato attorno a un labirinto di muri in mattoni, archi e cortili.
Museo dell’Indipendenza e Monumento all’Indipendenza del Bangladesh (2013): Un complesso memoriale nazionale situato a Dhaka, composto da un museo sotterraneo sormontato da una piazza pubblica e da una torre vetrata, la cui realizzazione ha richiesto oltre un decennio dopo la vittoria del concorso nel 1997.
Moschea di Gulshan (2017): Edificio di sei piani in calcestruzzo bianco a Dhaka, caratterizzato da una facciata aperta ispirata agli schermi jali, studiata per favorire l’ingresso di luce e ventilazione naturale proteggendo al contempo gli interni dalla pioggia.
Rifugio anti-ciclone a Kuakata (2018): Progettato a seguito del ciclone Sidr che ha colpito il Bangladesh nel 2007, questo rifugio in calcestruzzo a pianta cruciforme è dotato di una rampa di circolazione esterna e pozzi di ventilazione per resistere ai venti forti e ai detriti.
Fonte: Dezeen
Crediti immagine: Photo: courtesy of Kashef Chowdhury

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