
Un disegno rimasto per decenni all’interno di una collezione privata in Italia è ora ritenuto un’opera precedentemente sconosciuta di Édouard Manet.
Il piccolo studio a gessetto rosso raffigura un bambino accovacciato a terra. A portare alla luce la scoperta è stato lo storico dell’arte italiano Francesco Baccanelli, il quale ha notato l’opera in una collezione privata nel nord Italia dopo aver osservato che il vecchio cartiglio di supporto riportava un’attribuzione a Manet. In seguito, lo studioso ha sottoposto il lavoro all’attenzione di Emily Beeny, curatrice capo presso la Legion of Honor dei Fine Arts Museums di San Francisco e specialista di arte francese.
Le analisi e le prove dell’attribuzione
La ricerca condotta congiuntamente sostiene che il disegno sia effettivamente opera di Manet. Un elemento probatorio rilevante è emerso grazie a un esame a luce ultravioletta, che ha permesso di individuare i resti del timbro dello studio dell’artista.
Emily Beeny ha inoltre riconosciuto la mano del pittore nello stile del disegno. La stesura presenta forti analogie con gli studi a gessetto rosso realizzati da Manet tra gli anni Cinquanta e Sessanta del XIX secolo, periodo in cui l’artista guardava con attenzione ai disegni rinascimentali. Dettagli come la modellazione della figura, il trattamento delle mani e il contrasto tra zone illuminate e in ombra risultano coerenti con la produzione del maestro.
I misteri irrisolti intorno al soggetto
L’identità esatta del soggetto ritratto resta tuttavia un mistero. Il bambino ricorda una giovane figura presente nel dipinto Il vecchio musicista del 1862, opera dedicata agli emarginati della società parigina. I ricercatori hanno valutato l’ipotesi che il modello potesse essere Alexandre, un giovane assistente che occasionalmente aveva posato per Manet, sebbene la curatrice ritenga più probabile che il disegno raffiguri una bambina di circa sei anni.
Un ulteriore interrogativo riguarda la suddivisione del foglio in una griglia, una tecnica utilizzata per ingrandire la figura in vista della realizzazione di un dipinto. Al momento, tuttavia, i ricercatori non hanno ancora individuato un’opera finita per la quale questo disegno possa aver fungebba da studio preparatorio.
La storia recente e le prospettive future
Il disegno non era del tutto sconosciuto prima della recente rivalutazione. Dagli archivi è emerso che l’opera era passata attraverso case d’asta in Germania e in Svizzera nel corso degli anni Trenta del Novecento, sfuggendo tuttavia alla successiva letteratura critica su Manet. Attualmente l’attribuzione non figura ancora all’interno del catalogo ragionato dell’artista, ma l’auspicio degli studiosi è che il Wildenstein Plattner Institute, impegnato nella preparazione della prossima edizione, possa esaminare l’opera per valutarne l’inserimento.
Fonte: ARTnews
Crediti immagine: Museum: s of San Francisco and a specialist in French art

RSS - Articoli