Dal Disgregazionismo di Piero Tartaglia all’arte di non-esclusione di Gennaro Falcone e Attilio Nesi

 MOSTRE, BRINDISI, MAGGIO 2014

Con il Patrocinio del Comune di Brindisi (candidata a capitale europea della cultura 2019), l’Organizzazione Artistica Tartaglia Arte inaugura la mostra “Dal Disgregazionismo di Piero Tartaglia all’arte di non-esclusione di Gennaro Falcone e Attilio Nesi” presentata dalla Prof. Carmen De Stasio.

La non-esclusione è uno dei caratteri che dominano la scena degli artisti, le cui storie marcano i tempi successivi di un’unica prospettiva, nella quale si continua a porre domande su quale sia il ruolo dell’arte di oggi. Sfuocando la richiesta in una nuvola d’inutilità, oserei dire che l’arte detenga un ruolo mutevole nelle cadenze profonde, e risponde, in ogni caso, a suggestioni e a suggerimenti, finanche a istigazioni acquisite dall’azione multipla che avviene nel territorio umano. Convinto sostenitore di un’arte che non sia esclusiva e di fusione, che si confronti costantemente con le architetture che distinguono l’astratto dall’informale, Piero Tartaglia, «padre» del Disgregazionismo, spazia negli spazi e costruisce spazi nuovi, nei quali la materia é traccia, nulla viene evitato e nulla viene tralasciato. É un’arte di densità, nella quale l’osservatore legge la razionalizzazione per piani molteplici. Una nuova architettura dalle tessiture artistiche si staglia all’orizzonte ravvicinato di Gennaro Falcone ed è un’architettura dalle cadenze mistiche, impregnate di una matericità volta a sostenere l’intreccio con le cose, in una simbologia che trae nutrimento dall’umiltà degli elementi. Di moltiplicazione assordante si nutre l’arte di Attilio Nesi, il cui incontro con la materia e il colore avviene per una forza d’attrito, di scambio graffiante. Di mescolamenti analitici e catalitici, con squarci che assumono completezze dalla sintesi di tre colori portanti. Il bianco ‒ trasparente attraverso le pieghe brumastre ‒ il nero accecante e le bande rosse a imporre una sofferenza come l’arte é in quanto organismo interagente vivente.

 

 

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