Eliana Re – I messaggi del colore

MOSTRE, ROMA, DICEMBRE 2005

artista: Eliana Re

titolo: I messaggi del colore

a cura di: Riccardo Tartaglia

periodo: 3 – 29 novembre 2005

presso: galleria Tartaglia Arte

Eliana Re, nata nel 1960, vanta, orgogliosa, origini valtellinesi, anche se è a Roma che si articola tutto il suo percorso. La sua esperienza non segue una sola via.
Parte da una pittura realistica e formale, prospettiva che la accompagna in tutto il suo tragitto pittorico. La sua pittura, stilisticamente di non facile connotazione, è in continua evoluzione. E’ acclamata inizialmente come surrealista, ma presto l’istinto artistico prende il sopravvento anche su questa visione: “espressionista”! Ma non finisce qui. Magmaticamente ed inesorabilmente il suo stile continua ad evolvere, arrivando a deformare tutto ciò che incontra, senza limite alcuno: i colori , le figure, le tele stesse. Le forme lentamente perdono i loro contorni, mutano in non-forme. Le sue opere si aprono a nuovi materiali quali la juta ed il vetro. L’informale è oramai per l’artista un fatto compiuto, parallelo alla realtà figurativa. Due prospettive opposte, spesso considerate inconciliabili, ma che in lei sono profondamente legate e inscindibili.
Artista di particolare considerazione da parte di critici di fama internazionale come il Prof. Paolo Levi e il Prof. Vittorio Sgarbi che la cita nel suo catalogo “I giudizi di Sgarbi – 99 artisti dai cataloghi d’arte moderna e dintorni” edito da Giorgio Mondatori.

Accenni di critica: .

.Il procedere in chiave informale non significa per l’artista una rivolta contro la ragione della figurazione ma, tutt’al più, l’angosciata e problematica formulazione di una verità di altra natura. L’impiego dei colori implica la definizione di valori diversi dati dalla loro funzione descrittiva, in quanto essi non inquadrano, né definiscono forme individuabili, ma organizzano messaggi in frequenze sinfoniche.. Paolo Levi – 2004

..In ogni sua opera l’artista sembra voler ripetere il gesto creativo primario della separazione tra luce e ombra, fra la fluidità e la saldatezza, per ridare stabilità al movimento caotico della materia indifferenziata..

Vittorio Sgarbi
Tratto da “I giudizi di Sgarbi – Giorgio Mondatori

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