Entità’ arboree – Pier Toffoletti

MOSTRE, ROMA, GENNAIO 2007

a cura di: Riccardo Tartaglia

Venerdi’ 19 Gennaio 2007 alle ore 18,00, presso la Galleria Tartaglia Arte, è stata inaugurata la mostra personale del pittore Pier Toffoletti..

presentata la sua ultima produzione, in cui e’ evidente l’intenzione dell’artista di approfondire una tematica a lui molto cara, la natura; Toffoletti infatti pone l’albero come unico soggetto dei suoi ultimi quadri, come a immolarlo a simbolo di una natura che, stanca ma ferma, resiste alle sfide di un’umanita’ spesso troppo invadente e distruttrice.

La mostra, curata dal direttore artistico Riccardo Tartaglia, con la presentazione e testo critico, sul catalogo disponibile in galleria, del Direttore Editoriale delle rivista “Eventi Culturali” Filomena Manuela Pacelli, durera’ fino al 20 Febbraio 2007 secondo gli orari della Galleria (10/14-16/19.30).

Pier Toffoletti nasce nel 1957 a Torreano di Cividale in provincia di Udine.

La passione per l’arte e la pittura nasce in lui fin da giovanissimo: finite le scuole dell’obbligo infatti si iscrive all’Istituto Statale d’Arte di Udine, dove inizia a studiare i classici della pittura, scoprendo pero’ pian piano anche altre forme d’arte che lo appassionano, come la fotografia.

Nel ‘76 consegue il diploma in Arte applicata, grafica pubblicitaria e fotografia e poco piu’ tardi, nel ’79, apre uno studio pubblicitario operando come creativo in campagne pubblicitarie e come regista di spot televisivi.

Fino al ’95 Toffoletti dipinge nei ritagli di tempo alternando questa sua passione a quella della speleologia, per dieci anni infatti e’ parte del Gruppo Regionale di Soccorso Alpino Sezione Speleologica, anni che lo portano a raggiungere un intimo rapporto con la natura.

Tra il ’92 e il ’95 una serie di viaggi nel Centro e Sud America, per l’esplorazione di alcune cavita’ e ricerca di siti archeologici, segnano l’inizio di un importante cambiamento che lo porta ad impegnarsi a tempo pieno nella pittura.

Questa scelta e’ stata motivata dall’esigenza di ricreare superfici naturali, come lastre di pietra grezza, solcate da segni e graffiti che tanto l’hanno colpito nella sua avventura di speleologo.

Toffoletti guarda al fascino della pittura del passato, agli affreschi antichi, sfuggendo pero’ agli intenti imitativi e costruendo modelli figurativi attraverso una tecnica personale: l’artista utilizza supporti lignei, su cui con originalita’ e sapienza applica strati di polveri di marmo, ossidi e sabbie, che opportunamente amalgama con l’utilizzo di collanti costituendo la base per la realizzazione di graffiti, rilievi ed incisioni su cui poi applica colori acrilici e pittura ad olio.

Le sue opere hanno due anime, l’immagine e la materia le cui polveri marmoree imprigionano la realta’: donne, volti, alberi, natura, vita. Senza intellettualismi Toffoletti ci pone davanti figure di alberi, guidandoci nell’esaltazione della forma piu’ semplice di vita, la natura stessa.

Opere come muri contro cui scagliare inquietudini, su cui graffiare emozioni, attraverso cui osservare immagini con occhi nuovi; muri che imprigionano ombre, alberi che pregano il cielo, rami spogli ma forti delle loro radici, alberi come colossi di una natura che non si arrende, simboli di una vita difficile ma splendidamente grande.

Hanno scritto di lui: Paolo Levi, Vito Sutto, Vittorio Sgarbi, Raffaele De Grada, Natale Zaccuri, Angela Felice, Paolo Rizzi, Masachi Shimizu, Cristian Langlois, Kazuo Akiyoshi, Carol Damian, Giovanni Faccenda

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