Fantasia e ricordi di Nadia Hashish

MOSTRE, ROMA, NOVEMBRE 2004

Nadia Hashish nasce al Cairo (Egitto) il 20 maggio 1953 e vive a Montecelio, vicino Roma. Pittrice autodidatta, sperimenta, già alle prime armi, varie tecniche quali carboncino, tempera, china, acquarello, fino ad approdare ed amare la tecnica ad olio, avvicinata nel periodo in cui frequenta la scuola del maestro Elverio Veroli di Tivoli.Nadia scopre però, ben presto, di non amare le costrizioni dettate dalle regole accademiche e si distacca dalla scuola iniziando così il suo percorso personale di ricerca artistica.Le atmosfere che riporta sulla tela scaturiscono proprio da sensazioni e ricordi che si amalgamano con tale intensità da generare scariche di emozioni in chi le osserva. Artista dal temperamento calmo e silenzioso, si avvicina sempre più ad un genere surreale dove la solitudine beata viene finalizzata alla creatività e ciò le permette di dare forma ad opere uniche nella cromaticità.

Dentro le ombre del passato, che è ancora attuale, giunge ad una visione lirica da cui estrae sembianze umane. E’ la forza del colore che persuade e affascina. Le campiture cromatiche sono sempre delicate e sfumate qualsiasi sia il genere che lei si trova a realizzare, pennellate fluide dove ombre e luci sono protagonisti e si librano sulla superficie del supporto.

La natura dei luoghi natii influenza profondamente la sua attività pittorica e, sebbene sia italiana, quasi sfidano il mito moderno della metropoli, prendono vita splendide nature morte, volti in penombra, paesaggi e visioni surreali del mondo orientale. La sua pittura è dotata di grande forza evocativa e le situazioni sono orchestrate da una immancabile purezza di forme e luci che si contrappone alle dissolvenze che completano lo sfondo.

Già dalla prima mostra allestita a Velletri nel dicembre del 2002, Nadia Hashish riscuote grande successo di pubblico e di critica. Una soddisfazione ed una presa di coscienza che si ripresenta anche in occasione della sua seconda mostra, a Latina, nel novembre 2003. Dei suoi lavori si è parlato su “Latina Oggi” e su “Il Messaggero” già dal novembre 2003.

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