L’immaginario surreale – Paola Fiori

MOSTRE, ROMA  GENNAIO 2006

mostra personale dell’artista Paola Fiori alla galleria Tartaglia Arte di Roma il 14 gennaio 2006

Il lago azzurro dei candidi cigni si arricchisce di vaghe presenze femminili; la strada verde dell’ocraceo deserto si anima di cangianti arti umani; la zattera traballante della medusa tentacolare si va ad arenare tra bianche scogliere di scoscesi ghiacciai, senza un nesso logico, una ragione valida, un motivo plausibile agli occhi dei conformisti benpensanti e degli ortodossi benparlanti. Il filo conduttore del delirio cromatico sta nell’uovo dinamico, saltellante, sospeso tra cielo, mare, terra, per significare l’ossimoro del ghiaccio bollente, del miracolo vivente, della fantasia poetica, espressa in brandelli di memoria storica, squarci di realta’ effettuale, visioni di sogni proibiti, approdanti alle radici del surrealismo di Salvador Dali’, alla rivisitazione dell’immaginario collettivo ed al personale sentire di Paola Fiori.

La sua potenza visionaria trasforma cose e persone della cruda realta’ oggettiva in soggetti fantastici della vivace immaginazione, che vagano nel’aria, per creare un mondo diverso, accessibile non solo alla ferrea logica, ma anche alla sbrigliata divagazione, alle esigenze del disordinato subconscio ed al fascino del mistero, dell’incantesimo, dell’enigma. Il segno si sfilaccia; la forma si sfalda; la figura si modifica; l’immagine si dilata, provocando uno squarcio nella realta’ fenomenica e dando sfogo alle passioni represse ed agli imperativi categorici delle categorie psicosomatiche, ignorate dal sistema costituito, ma vive e vegete nei flussi e riflussi dell’inquieta coscienza. L’animo di Paola Fiori si apre ad un’aura rarefatta di lieve erotismo, al fascino suadente di curve allusive, all’amena suggestione di paesaggi esotici, alla perenne ricerca di un linguaggio nuovo, sconvolgente, diverso dal trito disegno ornato, dal vecchio concetto ornamentale, dal desueto idillio naturalistico.

Lei ama le sfide e le novita’, l’immediatezza e la spontaneita’, assecondando le inclinazioni del suo carattere e le predisposizioni della sua indole, a costo di suscitare scandalo, per scuotere il sonnecchiante mondo artistico con una ventata di respiro moderno, di portata interiore e di spessore universale. Cenni di astratte suggestioni, di esoterici influssi e di informali cifre stilistiche intessano i suoi sublimi dipinti di una catarsi spirituale, che eleva l’animo del fruitore alle cime superiori dell’arte pura, facendolo immergere nelle profondita’ abissali dell’animo umano. La semplice disposizione delle figure su piani diversi di profondita’, la continua immersione di linee parallele in volumi giustapposti e la rigorosa esattezza prospettica dello spazio ritmico permettono alla luce di espandersi nell’atmosfera, di addolcire i contorni e di provocare un chiaroscuro particolare, sui generis. Il colore inusitato, il rilievo onirico, il contrasto luminoso esprimono uno strano incantesimo, che turba ed affascina; respinge ed attira; suggestiona e seduce per l’evidente abilita’ tecnica, l’innato talento artistico ed il fervido estro creativo.

L’idea vincente e’ nell’invenzione di nuovi simboli, nuove angolazioni e nuovi idoli, di cui la societa’ contemporanea avverte un’urgente esigenza, per il divario generazionale e per la generale caduta di valori, doti, virtu’ tradizionali, travolta dall’apatia dominante. Il vuoto dell’esistenza viene cosi’ riempito dalla pregnanza delle apparizioni oniriche, dalla presenza dei totem ossimorici e dall’insorgenza delle immagini surreali di Paola Fiori, che ha la dote straordinaria di arricchire il sogno con gli stimoli derivanti da eventi esterni, integrandoli in esso, con la massima coerenza e precisione. Lei da’ al movimento surrealista una nuova carica corroborante, con un fervido piglio giovanile, un entusiasmo coinvolgente ed una freschezza esuberante, in uno spontaneo approccio alla conoscenza onirica, all’irrazionalita’ concreta, all’alienazione di questi vili tempi moderni, a tutt’altro dediti che allo studio della psiche ed all’interezza della persona.

La sua stragrande originalita’ consiste nella conoscenza degli antichi miti e nel superamento degli stessi, con l’alleggerimento della materia nell’ispirazione ideale, fino alla sua totale trasfigurazione nelle alte sfere della grazia, della musica e della poesia. Gli equilibri possono essere a volte stabili, a volte instabili, ma l’armonia di una calla li ingentilisce sempre, trionfando dappertutto.
Prof. Gianni Latronico – critico d’arte

Biografia
Paola Fiori Nasce a San Severino Marche (MC) il 12/12/1973, diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Macerata nell’anno accademico 1992/1993.
Nel 1994 lavora come restauratrice di monumenti artistici tra cui la Basilica di Loreto.
Si iscrive al “Laboratorio di Pittura” di Tolentino (MC) e con esso partecipa a collettive presso i comuni della Regione Marche.
Nel 1997 il Comitato Artistico di San Severino Marche organizza la prima personale presso le sale del Comune.
Nel 1999 le viene affidata la realizzazione del “Palio dei castelli” di San Severino Marche riscuotendo molti attestati di stima in primis alcune testate giornalistiche (il Resto del Carlino, il Settempedano) definendolo il piu’ interessante nei suoi ventiquattro anni di realizzazione.
Nel 2000 si trasferisce a Roma e frequenta un corso di animazione e fumettistica, collabora come esterna per studi di animazione.
Nel 2003 partecipa ad una mostra organizzata dal Comune di Roma “I colori di Roma” presso la Torretta Valadier.
Critica e presentazione: Prof. Gianni Latronico; responsabile e direttore artistico: Riccardo Tartaglia; collaborazione : Marinagela Mutti, Monica Falco.

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