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Erenilton Otamy, artista, autodidatta, 58 anni, brasiliano,nato nella città di Nova Iguaçu nello Stato di Rio de Janeiro.
Fin da giovane ha frequentato gallerie e librerie per imparare le tecniche e capire meglio i grandi maestri (Mirò, Picasso, Salvador Dalì, Van Gogh).
Ha sempre avuto inconsciamente la convinzione di essere un artista. Otamy è un artista concettuale che cerca di mettere in discussione oggetto, spazio e linguaggi artistici tradizionali, mirare all’invenzione di una nuova poetica. L’artista Otamy sin dalle sue prime ricerche, quando elabora un disegno, discute l’oggetto, risignificando porte, finestre, padelle e tanti altri oggetti urbani appartenenti all’universo popolare.
Nel processo di significazione che contraddistingue il suo lavoro, lui sta discutendo le varie possibilità delle lingue plastica e il fare artistico stesso.
Si considera un artista del mondo, poiché si rivolge sempre all’arte con problemi globali.
“…Otamy cerca, di mettere in discussione l’oggetto, lo spazio e i linguaggi artistici tradizionali, puntando all’invenzione di nuove poetiche. Fin dalle prime ricerche, quando elabora un disegno, discute dell’oggetto, risignificando porte, finestre, padelle e molti altri oggetti urbani appartenenti all’universo popolare. In questo processo che contraddistingue il suo lavoro, discute le diverse possibilità dei linguaggi plastici e del farsi artistico stesso…”
Paula Ramagem
“…L’Arte Concettuale non ha bisogno di una forma fisica definita e Otamy usa forme concettuali dell’Arte, progettando e decidendo in anticipo per ognuna la sua esecuzione e ne fa una decisione emotiva, istintiva e la sua idea diventa Arte e il suo interrogarsi attraverso gli oggetti si trasforma in linguaggio poetico e le questioni sociali e i loro oggetti urbani che fanno parte di un universo popolare prendono forma e trasmettono messaggi forti…”
Regina Nobrez































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