Piero Tartaglia – sala Marconi Business Lounge, Alitalia per l’Arte

MOSTRE, BOLOGNA – APRILE 2007

da aprile fino a luglio 2007 le opere dell’artista Fondatore del Disgregazionismo Piero Tartaglia sono state presentate alla

sala Marconi Business Lounge dell’Alitalia

aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna

Sono state esposte in esclusiva 30 nuovi lavori di varie dimensioni, tutte le opere sono profondamente incentrati sul concetto, a lui molto caro,  “fu forma” .

Realizzate con diverse tecniche miste, spatola, pennelli e collage, che elaborano il colore come in un patchwork fatto di segni liberi che evitano visibilmente il problema del rigore.

Piero Tartaglia nasce il 5 ottobre 1933, a Civitavecchia.

Attratto dalle tendenze astratte e informali, indaga territori verticali dove regna una legge di gravità ignara della staticità delle masse e dei volumi che, fluttuanti, si mescolano, si avvicinano, si respingono come intrappolati in un moto ondulatorio perpetuo.

Le forme si addensano e si frantumano nello spazio come in un frangersi e rifrangersi del mare sugli scogli che, come inconsapevoli mezzi, creano una realtà nuova.

Nelle sue  tele avviene una vera e propria esplosione di colore, che cattura l’attenzione e l’animo dello spettatore, anche il più inesperto, il quale diventa il protagonista di una nuova dimensione senza forma, in cui sono i colori irruenti a dettare le regole.

I progetti dell’artista sono infatti finalizzati allo sguardo, che cattura punti di sospensione, trappole delle visioni, che suscitano un’estasi calma ma, altrettanto, tormentosa.

Fondatore e caposcuola riconosciuto dalla critica mondiale,che ha esposto per l’esposizione itinerante a New York, S. Pietroburgo e Tokio,  si assume la responsabilità della riedificazione dei valori costruiti e da costruire e crea il “disgregazionismo capace di riproporre l’immagine improvvisa, come svelata in una apparizione.

“…la luna illumina solo colui che riesce ad afferrare gli echi con la monca mano sinistra, ed impastarli con la pelle dell’anima.”        Piero Tartaglia                                         

                                                                                                                  

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