Piero Tartaglia – Vicissitudini della forma – Palazzo Margutta

MOSTRE, ROMA, GENNAIO 2004

Artista: Piero Tartaglia

Titolo: Vicissitudini della forma

Con il Patrocinio Assessorato alla Cultura della Regione Lazio

Presentazione catalogo a cura del prof. Enzo D’Elea Garzione

organizzazione in collaborazione con la Tartaglia Arte

Sede: Palazzo Margutta, via Margutta 55 Roma

Vernissage: 10 gennaio 2004

Termine mostra:  30 gennaio 2004

 

Piero Tartaglia fondatore e caposcuola riconosciuto dalla critica mondiale della scuola del “Disgregazionismo” esprime la sua passione travolgente per l’arte utilizzando esplosioni di colore puro e violenti contrasti che rendono viva la tela e catturano lo spettatore.

Nato il 5 ottobre 1933, a Civitavecchia. Nel 1951 si avvicina alla corrente avanguardistica The European Group; di Serge Poliakoff, con Karel Appel, Santomaso, Albert Bitram, Lucembert, Pierre Alechinske, Corneille. Attratto dalle tendenze astratte e informali, matura una ricerca pittorica attraverso i territori che non si pongono in orizzontale, ma si sviluppano in apparizioni verticali, secondo una legge di gravità dove non è necessario saggiare la statica delle masse e dei volumi, ma semmai sfruttare al massimo la capacità di associazione e di eclettismo dei materiali. E nel suo caso, anche se i materiali sono materie pesanti,

Tartaglia con leggerezza pragmatica usa questo patchwork di colori e segni liberandosi visibilmente del problema della committenza ideologica. Spatole e pennelli trasmettono inquietanti; segnali d’occupazione; su in eludibili forme che si addensano e si frantumano nello spazio tridimensionale su cui l’immagine dipana e dispone il suo percorso. È questo l’ingombro minimo del diaframma tra l’idea e la sua realizzazione; è uno spessore minimo che permette una contrazione tra momento ideativo e momento esecutivo. Piero Tartaglia usa questa architettura non come denuncia moralistica, ma come capacità lucida dell’utilizzo dell’impossibilità stessa nello stravolgimento possibile di un linguaggio, dove nulla è impossibile ma tutto diventa oggetto di una messa in immagine….

 

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