Pietro Piccoli il Pittore della mediterraneità

MOSTRE, ROMA, GIUGNO 2008

Pietro Piccoli è il pittore della mediterraneità, di quel sistema compositivo che definiremmo italiano nel senso letterale del termine. Un sistema dove lo studio di forma, spazio, luce e colore rappresenta il centro dell’indagine iconografica al punto da costituire l’autentica cifra stilistica di questo pittore intenso ed umorale. Le cartoline dei paesaggi italiani presenti nel nostro immaginario sono le protagoniste degli spettacoli naturalistici ricreati con maestria e capacità espressiva. Ecco l’infinita ricchezza della Natura naturans con il fascino dei tramonti senza fine, i riverberi improvvisi del mare, la vita silente dei paesaggi lagunari. Ogni dettaglio paesistico accende la curiosità del pittore ed ha una propria dignità estetica. Le umili, umilissime barche dei pescatori, ad esempio. Un motivo tipico cui Piccoli conferisce importanza tanto da assegnare loro un posto rilevante nella scena. Oppure le semplici architetture delle coloratissime case del mare, che paiono delle quinte teatrali in attesa di attori che però non saliranno sulla scena. Ecco, l’assenza dell’uomo, che Piccoli non rappresenta. L’uomo è altrove, perduto nelle faccende della vita contemporanea o impigliato nelle reti del suo destino. Egli non è indispensabile nel contesto perché nulla potrebbe aggiungere a questa pittura che appare già compiuta ed autosufficiente.

E poi ci sono le nature, non morte ma vivissime, frapposte fra noi che guardiamo e gli sfondi in alcune particolari composizioni. Frutta, rami d’olivo, spighe di grano sono il trionfo di una gioia intrinseca che la natura contiene in sé non esprimibile a parole. E ancora i cieli assoluti, spesso delimitati da una marcata linea d’orizzonte, presentano situazioni atmosferiche complesse dai colori puri ma anche violenti, quasi minacciosi, simili a stati d’animo controversi o a perturbazioni emotive. È il Piccoli della grande indagine sul colore esaltato da quella silenziosa luce che ci rapisce con la sua malìa incantante. Il suo segreto, forse, è in quella straordinaria capacità di essere immediato e comunicativo di questa nostra ‘italianità’ paesaggistica e sentimentale.

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