Renzo Marinelli

MOSTRE, ROMA, 7 FEBBRAIO 2008

Venerdì 8 febbraio 2008 alle ore 18,00 si inaugura presso la galleria Tartaglia Arte la personale di pittura di Renzo Marinelli.
La mostra, presentata dallo storico dell’arte Lucrezia Rubini e curata dal direttore artistico Riccardo Tartaglia, intende ripercorrere, attraverso una ventina di selezionati dipinti su tela e tavola, una parte dell’ arco creativo dell’artista nato a Verona nel 1922 e scomparso nel 2003.

RENZO MARINELLI (1922-2003)
Parlare di Renzo Marinelli significa parlare, prima che di un artista, di un uomo, di un luogo, di un tempo, di un ambiente. L’artista fu sempre, coerentemente, uomo impegnato moralmente e politicamente, nella Verona degli anni Sessanta-Settanta, crogiuolo ‘a latere’ delle grandi capitali della cultura e dell’arte, come poteva essere la vicina Milano. In tal senso è da ricordare almeno il suo impegno per costituire il sindacato degli artisti o, dal 1990, l’organizzazione della manifestazione “Arte in fabbrica”– presso l’azienda di falegnameria di Ivano Bissoli, grazie alla quale il Nostro, esponendo in un luogo non convenzionalmente deputato all’arte, riesce però ad avvicinarla alla gente–, o infine l’impegno nell’insegnamento.

Nell’ottobre del ’60 si formò il “Gruppo dei Quattro”, secessionista, di cui facevano parte, oltre al Nostro, Eugenio Degani, Giulio Martinelli, Federico Chiecchi. Ad essi si affiancarono anche Pierluigi Rampinelli, Sacchetti (pittore e poeta), Alessandro Mozzambani (poeta). Tutti si riunivano abitualmente presso la galleria Ferrari, dove il “gruppo di frangia” si interroga sul ruolo dell’arte, sul rapporto tra arte e società, sulla necessità di intraprendere la sperimentazione artistica. Renzo Marinelli, dunque, impronta la sua ricerca artistica supportandola con valori morali, politici, sociali, di stampo popolare, in modo coerente, rigoroso, severo, fuori da facili modernismi e drammatici solipsismi, ma, anche, all’insegna di un atteggiamento ironico e disincantato.
L’operazione svolta dall’artista, ovvero il suo contributo personale e specifico apportato alla storia dell’arte e della cultura, è di non poco conto. Avvinghiato alle radici e alle tradizioni della sua terra e della sua famiglia—suo padre era falegname e lui viveva in una famiglia numerosa e modesta, che pure aveva saputo rispettare e assecondare le sue inclinazioni per l’arte–, intraprende un’azione fatta di lavoro quotidiano e indefesso, severo e modesto, con pochi elementi–base della sua forma mentis, della sua memoria, della sua formazione: la terra, la natura vegetativa, il legno.

Questi costituiscono i lemmi del suo lessico, che imbastisce negli anni, con un linguaggio individuale, eppure universale, essenziale, eppure dai rimandi complessi, sperimentale, eppure con un fondo sempre uguale a se stesso. In tal senso la sua arte racconta sempre se stessa, in quanto autoreferenziale, non mimetica, ma narrativa, arcaica, primigenia, come gli elementi a cui rimanda. La distinzione tra figurativo e non figurativo non funziona per definire Marinelli, poiché quei temi, che egli tratta sin dalle prime opere– una natura morta, un albero, un paesaggio urbano, un operaio al lavoro—rimangono sempre uguali a se stessi, calandosi in forme e colori sempre più essenziali e sintetici. E’ sintomatico che già in quelle opere, in cui una realtà concreta e referenziale potrebbe essere ingenuamente individuata, vengano dall’artista titolati invariabilmente “Senza titolo”. Ciò a cui fanno riferimento quelle immagini, infatti, è senza titolo, in quanto travalicano già il dicibile, il visibile, il logico, il verbalizzabile, il connotativo, il descrittivo, il mimetico, e assurgono già ad una realtà outre, non riducibile in parole.

Nella presente mostra sono state raccolte soprattutto le opere risalenti agli anni dai Settanta in poi quando, accanto all’uso di diversi pigmenti- oltre all’olio, gli acrilici- e materiali – oltre alla tela i legni-, sembrano delinearsi due percorsi di ricerca paralleli da parte dell’artista: da una parte l’artista sembra indagare forme appartenenti ad un plasma primordiale o ad un microcosmo cellulare fatto di alchimie inedite e non formulabili (Senza titolo, 1988, olio-aVenerdì 8 febbraio 2008 alle ore 18,00 si inaugura presso la galleria Tartaglia Arte la personale di pittura di Renzo Marinelli. La mostra, presentata dallo storico dell’arte Lucrezia Rubini e curata dal direttore artistico Riccardo Tartaglia, intende ripercorrere, attraverso una ventina di selezionati dipinti su tela e tavola, una parte dell’ arco creativo dell’artista nato a Verona nel 1922 e scomparso nel 2003.

 

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