Un viaggio in luoghi senza tempo di Nadia Hashish

MOSTRE, ROMA DICEMBRE 2006

Sede: ristorante vineria Il Tajut

autore: Nadia Hashish

a cura di: Riccardo Tartaglia

Vernissage: 22 dicembre 2006

durata mostra: 22 dicembre 2006 – 22 gennaio 2007

Nadia Hashish nasce al Cairo (Egitto) nel 1953 ma vive a Montecelio, vicino Roma. Pittrice autodidatta, sperimenta diverse tecniche: carboncino, tempera, china, acquerello, fino ad approdare alla tecnica ad olio a cui si avvicina frequentando la scuola del maestro Elverio Veroli. Nadia scopre pero’, ben presto, di non amare le costrizioni dettate dalle regole accademiche; si distacca cosi’ dalla scuola per iniziare un suo percorso di ricerca artistica. Spunti e motivazioni vengono ricercati dalla Hashish nel suo passato, nel suo oriente da cui i ricordi plasmano vita, sembianze sfumate fatte di colori tenui e delicati, stesi da pennellate fluide che creano ombre e luci, protagoniste dei suoi quadri ma anche della sua anima. Artista dal temperamento calmo e silenzioso si avvicina sempre piu’ ad un genere surreale dove la solitudine beata viene finalizzata alla creativita’. La sua pittura evoca volti in penombra, paesaggi sabbiosi, forme pure che si contrappongono alle dissolvenze dello sfondo.

Ispirazione costante, maestro e guida nel suo cammino artistico e’ l’oriente con i suoi paesaggi, isole, scogli, tuareg immersi nel deserto che racchiude l’immensita’ del silenzio. Visioni solitarie che invitano all’introspezione, luoghi dove il tempo scorre piano quasi per aiutarci a cogliere tutto cio’ che di bello c’e’ attorno a noi. Atmosfere esotiche dai contorni rarefatti, misteriose, affascinanti invitano al sogno e al profondo fluire dei pensieri. La natura, muta, sembra celare segreti e misteri tramandati nei secoli, la sabbia come fosse un tesoro, ne custodisce l’essenza.

… Silenzio e solitudine… diventano, nei quadri di Nadia Hashish, l’occasione di scoprire i tesori celati nei meandri dell’animo umano, stupore nei confronti dello spettacolo della natura, piacere di sostare nell’angolo di un antico paese e respirarne il fascino..(G.P.)

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